mercoledì 26 settembre 2012
I consigli di Venere
In questi giorni siamo alla vigilia delle grandi uscite autunnali.
Le case editrici sfornano i libri che dovranno accompagnarci durante l'inverno, quelli migliori. Qualche esordiente si sarà pure alterato per non avere l'uscita a dicembre eppure gli è stato fatto un grande favore. Forse non lo sapete, ma difficilmente si butta in pasto al pubblico distratto del periodo natalizio qualche buon romanzo. A Natale si vende di tutto: le confessioni della donna di spettacolo, del parroco, del calciatore; le ricette dello chef e del meccanico; le filastrocche del nonno e del cane. Pupazzi giapponesi che leggono al posto dei bambini e tablet che leggeranno da sole, tanto per non avvilirsi. Insomma la vera manna per i lettori veri è ora.
Ora arrivano le novità, ora ci sono le fiere importanti.
Ora tutti inizieranno a promuovere i loro romanzi. E io ancora una volta mi chiederò, tra migliaia di titoli nuovi, che leggo? e chi legge?
Mi è venuta in soccorso anche l'astrologia. Oggi mi arriva una mail da una casa editrice che seguo, e mi raccomanda di leggermi un opuscolo che mette in relazione i segni zodiacali e le letture preferite. Interessante, mi dico. Forse mi aiuterà a capire perché ultimamente mi sento spaesata, mi annoio tanto a leggere storie eccessivamente descrittive e difficilmente trovo romanzi che mi incatenano dal principio.
Una delusione. Sono Bilancia, governata da Venere (pensavo dal governo tecnico di Monti) amo la bellezza( be' chi ama la bruttezza orrida?) e l'amore ( sono un animale sociale e mi piacciono le persone, spesso mi innamoro), cerco l'armonia e sono esigente, e allora?
Allora regolati di conseguenza! bel consiglio...
Insomma per non farla lunga ho deciso di seguire le uscite dei miei amici scrittori, o meglio dire dei miei amici, perché in ogni amico c'è in fondo in fondo un aspirante scrittore(qualcuno lo sa e qualcuno no, per fortuna). Molti usciranno con piccole case editrici serie, altri medie, altri grandi; altri, quelli normali, usciranno per fare una passeggiata e prendersi un caffè; ve lo giuro leggerò tutti, e anche qualcuno in più ma mi scuso con chi scrive fantasy, leggerò solo quello di mia figlia ( Devilish, Mondadori ottobre 2012), che è un urban e lei mi prende sempre in giro in qualche personaggio, ma per il resto cari amici depongo le armi: non riesco a seguire le storie con protagonisti dai nomi troppo eccentrici, le facce poco umane, né a innamorarmi di uomini che mi vampirizzano, già lotto tutti i giorni coi vampirizzatori che mi succhiano idee, soldi ed energie,e quindi proprio non riesco a eccitarmi o appassionarmi alle avventure dei suddetti, in qualunque sembianza me li propinino. Magari, per seguire i consigli di Venere, e trovare qualche bella storia d'amore che mi si addica e non mi annoi, posso passare più volte in libreria a ottobre; in fondo è il mio passatempo preferito gironzolare tra i libri altrui, e tra tanti eroi di carta potrei incontrare anche un bel libraio simpatico e belloccio (perché come mi ha detto l'orosco-libro, mi piace il bello e armonioso), e se il bello in questione è pure galante e preparato, passo un bel pomeriggio. Insomma faccio il lettore esigente con tanto di caffè con panna e occhiate in tralice, sbattimento di ciglia rigorosamente finte, per la gioia di Venere.
martedì 25 settembre 2012
Torta morbida di pesche e amaretti
Oggi mi voglio divertire ad associare un piatto al libro Melodia, di cui abbiamo parlato ieri.
Penso che la torta morbida di pesche fresche e amaretti sia indicata. Semplice e genuina come le fiabe di Armando, con quel tocco di amaro che cela ogni insegnamento.
La torta di pesche e amaretti
è un dolce nel quale utilizzare al meglio la grande quantità di pesche che si
trova ancora. L’accostamento con l’amaretto risulta particolarmente
azzeccato, poiché smorza in maniera perfetta la dolcezza della pesca.
Si può usare per colazione, o
merenda ma anche come dessert se tagliata fettine di due cm e servita con
accanto una pallina di gelato alla crema o crema inglese fatta in casa.
Ingredienti:
1kg di pesche
200 gr di zucchero
100 gr di farina
1/2 bustina di lievito
100 gr di amaretti
4 uova
Procedimento:
Lavare e tagliare a spicchietti le pesche, mantenendo la buccia. Mettetele in una zuppiera e conditele con un cucchiaio di zucchero e mezzo limone spremuto. Lasciatele insaporire.
Intanto separate gli albumi dai tuorli e montate questi ultimi con lo
zucchero. Deve venire un composto chiaro e spumoso.
Setacciate la farina e il lievito e unitela a poco a poco ai
tuorli montati. Non vi preoccupate se la consistenza del composto assumerà
quella di un impasto solido. Successivamente ridiventerà semiliquido con
l’aggiunta degli albumi montati a neve.
Montate quindi gli albumi a neve ferma e uniteli al composto,
facendo attenzione a non smontarli. Per fare questo mescolate con una palettina
di silicone dal basso verso l’alto.
Come avevamo detto il composto, dopo l’aggiunta degli albumi avrà
ripresto una consistenza semi-liquida. Potete quindi aggiungere gli amaretti
sbriciolati e le pesche tagliate a fettine.
Amalgamare bene.
Prendete una pirofila di 22 cm di diametro. Imburratela per bene o
rivestitela con carta forno.
Versateci dentro l’impasto e fate cuocere a 180° per 45 minuti
circa.
lunedì 24 settembre 2012
IN CUCINA CON LO SCRITTORE Armando Maschini
Interviste culinarie di Federica Gnomo
Armando
Maschini
Oggi salutiamo e ringraziamo l’autore Armando Maschini, “Melodia e altre storie…” Farnesi
Editore, 2012, per averci aperto la porta della sua cucina.
Armando è un padre accudente, molto presente in famiglia, amorevole e
quindi suppongo che sia un asso in cucina, come è un asso nel narrare le sue
bellissime, commoventi storie che vi
invito a leggere in carta edite da Farnesi o in e-book con la collaborazione di
Itodei.
È difficile oggi trovare un papà che si dedica alla scrittura di fiabe,
questo è il pregio che i tanti lettori entusiasti riconoscono ad Armando.
La prima domanda di rito è: le piace
mangiare? E cucinare?
Adoro cucinare e inevitabilmente
mangiare.
Lo fa per dovere o per piacere?
Cucinare è un piacere. Rilassa e tiene allenato il cervello. Come leggere
un buon libro.
Invita amici o è invitato?
Il sabato sera apro la cucina di casa agli amici. In famiglia ci sono due
scuole di pensiero, la lombarda e la pugliese da parte di mia moglie. Gli amici
hanno ampia scelta culinaria quando vengono invitati a casa nostra.
Ha mai conquistato degli amici o una donna cucinando?
Gli amici si conquistano con un affetto sincero e profondo, attenzioni
particolari ma soprattutto sincerità. Davanti ad un buon piatto cucinato con passione
si rendono più solide amicizie già esistenti.
Vivrebbe con una compagna o un compagno che non sa mettere
mani ai fornelli?
Per amore certamente. Basta uno in famiglia che sappia cucinare e poi
sarebbe una cosa fantastica insegnare alla propria compagna l’arte e la
passione per i fornelli.
Quando ha scoperto questa sua
passione?
I ricordi si perdono nella notte dei tempi, da ragazzino cucinavo. Cucinavo
per i miei genitori e spesso i piatti mi riuscivano benissimo e tutto per
passione. Al liceo vinsi anche una gara di cucina. Esilarante la fotografia che mi scattarono
con il cappello da cuoco di tre taglie più grandi del dovuto.
Peccato non poterla mostrare allora…
Ci racconta il suo primo ricordo
legato al cibo?
Sono ricordi che hanno un profumo
natalizio. La cucina di casa in fermento già dal 23 dicembre. La lunga lista
della spesa. I sorrisi e la musica di sottofondo. Una famiglia unita e amante
del buon cibo.
Ha un piatto che ama e uno che
detesta?
Non detesto nessun tipo di piatto. Assaggio di tutto e poi decido. Amo ogni
tipo di “primo”. Pasta condita in tutte le maniere, dove prevalgano sempre il
sapore e profumo del basilico.
Un colore dominante proprio di cibi
che la disgustano?
Bianco, mi sa tanto di ospedale!
Quando è in fase creativa ha un rito
scaramantico legato al cibo? Prende caffè? O the, una bibita speciale per stare
fermo a scrivere?
Bevo coca cola, mi gasa al punto
giusto.
Scrive mai in cucina?
Quasi mai.
Allora dove ama scrivere? E a che
ora le viene più naturale?
Scrivo nel mio piccolo studio che ha
una grande finestra che guarda un bellissimo parco. C’è silenzio, un silenzio
ovattato che mi ispira alla grande. Soprattutto la sera.
Si compra cibo pronto ( tramezzini, pizza,
snack) o si cucina anche quando è molto preso dalla scrittura?
Solitamente quando mi accingo a
scrivere ho già cenato.
Che tipo di cibo desidera di più
quando scrive ed è preso dal suo lavoro? Salato o dolce?
Assolutamente dolce. Una bella fetta di crostata fatta in casa è una
panacea per la mia fantasia di scrittore di fiabe.
Ha un aneddoto legato al cibo da
raccontarci? O una cosa carina e particolare che le è accaduta?
Una scena vista con i miei occhi
qualche estate fa in un maso in Trentino alto Adige. Due genitori isterici, due
pargoli di una decina di anni. Il maschietto rifiutava qualsiasi tipo di cibo,
esasperando questi due genitori già esasperati di loro. Mangia, detto una prima
volta, mangia detto due volte, mangia detto tre volte, mangia mangia mangia…
be’ alla fine la scodella di pasta al sugo è calata inesorabilmente sulla testa
del bambino. Il bimbo rideva a crepapelle (forse già abituato a questo
trattamento air stilist), i miei
figli lo rammentano ancora raccontandolo a tutti.
Lei è uno scrittore di fiabe e
racconti per adulti e bambini, quando esce a cena con i suoi figli che genere
di locale preferisce? E quando esce con sua moglie?
Oppure per festeggiare una
pubblicazione cosa tende a ordinare in un locale?
Prediligo gli agriturismo. Cucina genuina e luoghi che sono sempre una
favola. Immensi prati, boschetti e fiumiciattoli a fare da contorno, e una
tranquillità che a Milano non si trova più.
Poi ci sono le cenette a due, io e mia moglie. Abbiamo il nostro locale di
fiducia, un po’ di nicchia perché fuori mano: “Bacco e Arianna”, dove i piatti
sono impreziositi da composizioni floreali e le posate in argento opaco, come
si usavano una volta.
Per la mia prima presentazione ho optato per una cucina dal sapore
pugliese, mia suocera cuoca eccellente, è riuscita a conquistare tutti e dico
proprio tutti i partecipanti!
Nelle sue presentazioni offre un
buffet? Pensa sia gradevole per gli ascoltatori intervenuti?
Tende a fare un aperitivo con due
olive e patatine o ad offrire quasi un pasto completo?
Un buffet a conclusione di una presentazione è dovuto. Dono per gli amici
lettori. Un momento di piacevole
attestazione Si tolgono gli abiti dello “ scrittore” per indossare quelli del
semplice uomo che AMA scrivere.
Intenso momento. Ti senti bene e vorresti che non finisse mai.
Come ho già detto, se hai una famiglia che ti aiuta e ama cucinare, nulla è
più entusiasmante nel preparare un buffet con manicaretti cucinati in casa.
Ha mai usato il cibo in qualche
storia?
Per ora no, ma è un’idea che mi frulla in testa da un pezzo.
Ad esempio in “Melodia e altre
storie…” ci sono passi che ricordano biscotti, manicaretti, profumi di cibo?
Ecco, dice bene, passi che rammentano. Si percepiscono profumi, forme e
colori tipici dei biscotti della nonna. Con la
fiaba è meraviglioso descrivere mondi incantati e impreziositi da dolci
manicaretti cotti in stufe dalle forme più strane. La fantasia è sempre legata
ai miei ricordi personali.
Lei evoca con il cibo anche altro?
Il cibo evoca gioia di vivere. Amare un buon piatto, gustare con tutti i
sensi qualcosa di estremamente buono; sì, evoca una immensa e rara gioia di
vivere! Adoro chi adora mangiare!
“Melodia e altre storie…” a che
ricetta la legherebbe, e perché?
Bella domanda! Un dolce senz’altro. Forse a dei biscotti che divorerei in
quantità industriale. Pasta frolla ricoperta di cioccolato gianduia, glassa
bianca e palline colorate per stuzzicare anche la vista. La forma? Ovviamente
una nota di violino!
Per concludere ci potrebbe regalare
una sua ricetta? Quella che le riesce meglio?
CIAMBELLA DI RISO ALLA MILANESE CON PEZZETTI DI POLLO ALLA PANNA
Procedimento:
Brodo di carne.
Rosolare con olio d’oliva mezza cipolla bianca.
Dorare il riso, aggiungendo poco alla volta il brodo di carne.
Sale quanto basta
Tagliare a pezzetti due belle fette di pollo, facendole saltare in un
tegame con del burro.
Cuocere due confezioni di panna da cucina con mezzo dado
Quando il riso avrà raggiunto la giusta cottura, aggiungere dello zafferano
e del grana padano.
Lasciare riposare per qualche minuto e poi versare il tutto in uno stampo
con il buco.
Attendere un po’ che si rapprenda.
Rovesciare lo stampo.
Avremo così una ciambella di riso alla milanese
Prima di servire in tavola, versare la panna e i tocchetti di pollo su
tutta la ciambella.
Guarnire con ciuffetti di prezzemolo fresco
Semplice, buonissimo e decisamente speciale nella “forma fantasiosa.”
Deve essere buonissima e molto
elegante. Un po’ come lei.
Quale complimento le piace di più
come cuoco?
E come scrittore?
Cuoco fantasioso e scrittore melodioso!
Che frase possiamo portarci nel
cuore tratta da Melodia o dalla sua esperienza, uscendo dalla sua cucina?
“ I rumori esterni le giungevano ovattati!” Là fuori il mondo correva verso
i luoghi di lavoro, dentro c’era pace e
melodia assoluta!
Grazie per la sua disponibilità
Grazie a lei per la bellissima opportunità.
Federica Gnomo
Potete acquistare Melodia e leggere maggiori informazioni sul testo andando sul sito della casa editrice Farnesi editore
sabato 22 settembre 2012
IN CUCINA CON LO SCRITTORE
Cari amici, lunedì si comincia.
Avrete interviste e ricette da grandi autori.
Intanto vi posto una ricetta di biscotti morbidi da colazione che è di una facilità estrema e che si conservano a lungo.
Nuvole dello Gnomo
Ingredienti:
300g di farina
1 vasetto di yogurt dolce bianco
125g di zucchero
Usando il vasetto dello yogurt misurate 1 vasetto di latte
e mezzo vasetto di olio di semi di arachide
un pizzico di sale
40g di pinoli
1 uovo intero
1 cartina lievito per dolci
Preparazione:
in una ciotola gnoma, mescolate con un mixer o le mani di un folletto incavolato, la farina con tutti gli ingredienti, compresa la cartina di lievito, alla fine unite i pinoli e girate con un mestolo di legno. lasciate agire un po' il lievito (circa 10 minuti); intanto scaldate il forno ventilato a 180°, disponete la carta da forno sopra una teglia e aiutandovi con due cucchiaini poggiate delle palline di impasto distanziate qualche cm l'una dall'altra, perché durante la cottura si allargheranno e si gonfieranno. Infornate, e appena dorate e gonfiette ( circa 15 minuti) sfornate, aspettate qualche minuto e staccatele. Ripetete l'operazione fino ad esaurimento dell'impasto o della pazienza!
domenica 9 settembre 2012
IN CUCINA CON LO SCRITTORE
Cari amici che seguite il blog, oggi mi chiedo:
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venerdì 7 settembre 2012
Spaghetti afrodisiaci alla bottarga
Questi spaghetti semplicissimi li dedico a Eddy, alle sue serate con Daniel, magari al ritorno dalle vacanze.
La bottarga si può acquistare da grattare o grattata, l'importante è aggiungerla per ultima e non farla scaldare.
Naturalmente per due persone serviranno: 160 g di spaghetti, mezzo spicchio di aglio, olio di oliva ( quattro cucchiai), un peperoncino piccolo piccante e bottarga mezzo cucchiaio.
La preparazione rasenta la cretineria da innamoramento.
Mentre l'acqua salata bolle e la pasta cuoce, in una padella scaldate quattro cucchiai di olio di oliva con un peperoncino sbriciolato e mezzo spicchio di aglio che leverete appena biondino; appena scolata la pasta la salterete in questo olio profumato, poi spolverizzate il tutto con la bottarga e servite.
Se non piace troppo il sapore di pesce che questa conferisce agli spaghetti si può preparare oltre la base di aglio,olio e peperoncino con cui condirete gli spaghetti al dente in tenuta da chef, anche un sughetto veloce di pomodorini e qualche filetto di peperone. Lo aggiungerete a parte al commensale che si spaventa davanti al piccante spaghetto condito solamente aglio e olio, peperoncino e bottarga. Magari con un bacio folle placherete anche il bruciore del peperoncino.
Buona spaghettata! E leggete Mi chiamo Eddy!
venerdì 31 agosto 2012
Una bella recensione di Mi chiamo Eddy
Ringrazio Fabrizio Bianucci,
per aver letto e sottolineato questo messaggio di amore/innamoramento puro e universale.
Non è facile per un etero, sebbene critico e lettore, lasciare a casa tutte le sovrastrutture che bloccano la lettura di romanzi etichettati queer, anche se poi lo sforzo maggiore dello scrittore è proprio quello di dimostrare la normalità e pulizia di ogni espressione affettiva.
Spero sia un primo passo.
C'è tanta ipocrisia. Ormai ne sono certa e sconsolata. Tutti sono aperti a leggere (sopratutto gli amici) e pronti a non capire. Eppure l'Amore è uno.
.
MI CHIAMO EDDY di Federica Gnomo Twins
2012 ed.YCP - ISBN 978-88-66187-42-4
PP.99 EURO 9.90
Diciamocelo subito, questo bel racconto lungo o romanzo breve (vedete voi), ben scritto ed armonizzato ( come se fosse una partitura musicale, sì perchè la musica anche se non si ode fisicamente... c'è, eccome se c'è!) poteva benissimo essere intititolato "Il bacio d'amore", perchè il vero e principale protagonista è proprio il bacio in tutte le declinazioni, fisiche,poetiche ed emotive, sensuali, sessuali e spirituali.
Del resto in epigrafe è riportato: con " Il bacio sazia/Il bacio riempie la bocca e il cuore/Non lascia spazio a niente/Tutto prende", l'autrice F. Gnomo è stata esplicita! A parte il "bacio" personaggi e interpreti principali sono: Eddy (Edoardo), il suo amico del cuore Daniel, il cugino quasi coetaneo e antagonista (cattivello e mascalzone almeno sino ad un certo punto) Attilio, e - diciamo - le consuocere... la mamma di Eddy e quella di Daniel. Avrete capito che si tratta di una storia di omosessualità, una manifestazione - "outing" si usa dire oggi - chiara e netta, una vicenda d'amore nata sui banchi di scuola superiore tra compagni di classe, continuata nella ricreazione a casa tra compiti, studio e... vibrazioni del cuore. E non solo! Ovvio c'è anche del sesso, in un crescendo delicato, ma ottimamente controllato e mai reso "sconcio, sporco" dalla mai strabordante, misurata penna dell'autrice, che deve aver fatto un bel lavoro di scavo psicologico interiore ed esteriore per giungere a tali risultati eclatanti.
In alcuni passaggi è un deciso pugno nello stomaco per nefandezze e cattiverie parentali narrate, come lo è la stessa copertina un poco splatter, ma la storia (una vera tenerissima storia d'amore con tutti gli ingredienti della eterosessualità e un qualcosa in più... in fatto di sensibilità) è molto particolare ed abbisogna di questo quid gravoso; è una lotta per fare vincere il sentimento profondo d'amore e la sua estetica su tutto il "marciume" ipocrita della società attuale, l'amore tra persone, indipendentemente da tutto e tutti, tabù e pregiudizi inclusi. Una realtà di molte normalissime famiglie che devono imbattersi nelle difficoltà e quasi vergogne quotidiane per il solo fatto di avere un figlio o una figlia gay.
L'amore vero e universale direi "superiore" e le persone, slegate dal loro sesso fisico, sincere con sè in primis sono le sole cose che contano in questa vita, indipendentemente da tutto, il resto è solo paccottiglia e giudizio irresponsabile preconfezionato e sempre negativo e dietrologico. Non vi dico altro della trama per non guastare la genuinità del racconto.
Un'importante corrente di ammaestramento esoterico filosofico spiritualista afferma che l'omosessualità è in fin dei conti un semplice e naturale sistema voluto dall'Assoluto ( ma voi chiamatelo come volete) nei "piani fisici", quindi densi, inferiori rispetto a quelli "sottili", per il controllo delle nascite. Non ci vedo nulla di scabroso in questo sistema contraccettivo, se, ecco il punto, quindi a condizione che (sine qua non), la sostanza energetica sia data dall'Amore con la A maiuscola.
Da leggere sicuramente, per capire che il mondo fisico è sempre e comunque una pura Illusione.
F Fabrizio Bianucci
16.8.2012 Pognana
un doveroso P.S.: l'autrice mi ha inviato copia del suo lavoro che ho ben volentieri qui dilettantisticamente "recensito" ( parola troppo grossa per me) e ... pur non essendo gay, ma avendo molti clienti e qualche amico che lo sono, conosco le loro peripezie, la loro sofferenza interiore, il loro travaglio d'animo e di spirito, la loro sovrumana sensibilità.
http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/chiamo-eddy-gnomo.html
2012 ed.YCP - ISBN 978-88-66187-42-4
PP.99 EURO 9.90
Diciamocelo subito, questo bel racconto lungo o romanzo breve (vedete voi), ben scritto ed armonizzato ( come se fosse una partitura musicale, sì perchè la musica anche se non si ode fisicamente... c'è, eccome se c'è!) poteva benissimo essere intititolato "Il bacio d'amore", perchè il vero e principale protagonista è proprio il bacio in tutte le declinazioni, fisiche,poetiche ed emotive, sensuali, sessuali e spirituali.
Del resto in epigrafe è riportato: con " Il bacio sazia/Il bacio riempie la bocca e il cuore/Non lascia spazio a niente/Tutto prende", l'autrice F. Gnomo è stata esplicita! A parte il "bacio" personaggi e interpreti principali sono: Eddy (Edoardo), il suo amico del cuore Daniel, il cugino quasi coetaneo e antagonista (cattivello e mascalzone almeno sino ad un certo punto) Attilio, e - diciamo - le consuocere... la mamma di Eddy e quella di Daniel. Avrete capito che si tratta di una storia di omosessualità, una manifestazione - "outing" si usa dire oggi - chiara e netta, una vicenda d'amore nata sui banchi di scuola superiore tra compagni di classe, continuata nella ricreazione a casa tra compiti, studio e... vibrazioni del cuore. E non solo! Ovvio c'è anche del sesso, in un crescendo delicato, ma ottimamente controllato e mai reso "sconcio, sporco" dalla mai strabordante, misurata penna dell'autrice, che deve aver fatto un bel lavoro di scavo psicologico interiore ed esteriore per giungere a tali risultati eclatanti.
In alcuni passaggi è un deciso pugno nello stomaco per nefandezze e cattiverie parentali narrate, come lo è la stessa copertina un poco splatter, ma la storia (una vera tenerissima storia d'amore con tutti gli ingredienti della eterosessualità e un qualcosa in più... in fatto di sensibilità) è molto particolare ed abbisogna di questo quid gravoso; è una lotta per fare vincere il sentimento profondo d'amore e la sua estetica su tutto il "marciume" ipocrita della società attuale, l'amore tra persone, indipendentemente da tutto e tutti, tabù e pregiudizi inclusi. Una realtà di molte normalissime famiglie che devono imbattersi nelle difficoltà e quasi vergogne quotidiane per il solo fatto di avere un figlio o una figlia gay.
L'amore vero e universale direi "superiore" e le persone, slegate dal loro sesso fisico, sincere con sè in primis sono le sole cose che contano in questa vita, indipendentemente da tutto, il resto è solo paccottiglia e giudizio irresponsabile preconfezionato e sempre negativo e dietrologico. Non vi dico altro della trama per non guastare la genuinità del racconto.
Un'importante corrente di ammaestramento esoterico filosofico spiritualista afferma che l'omosessualità è in fin dei conti un semplice e naturale sistema voluto dall'Assoluto ( ma voi chiamatelo come volete) nei "piani fisici", quindi densi, inferiori rispetto a quelli "sottili", per il controllo delle nascite. Non ci vedo nulla di scabroso in questo sistema contraccettivo, se, ecco il punto, quindi a condizione che (sine qua non), la sostanza energetica sia data dall'Amore con la A maiuscola.
Da leggere sicuramente, per capire che il mondo fisico è sempre e comunque una pura Illusione.
F Fabrizio Bianucci
16.8.2012 Pognana
un doveroso P.S.: l'autrice mi ha inviato copia del suo lavoro che ho ben volentieri qui dilettantisticamente "recensito" ( parola troppo grossa per me) e ... pur non essendo gay, ma avendo molti clienti e qualche amico che lo sono, conosco le loro peripezie, la loro sofferenza interiore, il loro travaglio d'animo e di spirito, la loro sovrumana sensibilità.
http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/chiamo-eddy-gnomo.html
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