venerdì 7 marzo 2014

Book & Breakfast: Gente non comune, di Fausta Genziana Le Piane, e Pane perduto, Pane trovato

In questo periodo di Quaresima si compra più pane e spesso ne avanza; Fausta Genziana Le Piane ci regala una ricetta belga per una colazione super o una merenda ghiotta che recupera il pane.
Per chi non conoscesse Fausta Genziana Le Piane, voglio dire che è in primis un' amica sensibile; una poetessa, una giornalista e anche un'artista ( collage ) oltre che conoscitrice di ricette francesi.
Una donna a tutto tondo: impegnata e pure birichina, aggiungo io. In gente (non) comune (edito da Il mio libro, gruppo l'Espresso, già in terza edizione) potrete trovare splendide interviste a donne, ognuna protagonista in storie di vita o di professione diverse. Le poesie ( che sono dell'autrice) chiudono ciascuna intervista e, talvolta, appaiono come commento conseguente alla storia raccontata. Insomma un bel regalo da fare e farvi per l'8 marzo.
 Potete scaricare anche la versione E book, a cura della Società Dante Alighieri a questo link:  http://www.bookrepublic.it/book/9788853440877-gente-non-comune/ o ordinarlo in formato cartaceo all'autrice.

Ed ora la bella ricetta a cura di  Fausta Genziana:
Pane perduto, pane trovato

Colui che, un giorno, immaginò questa ricetta a base di questo prezioso pane…praticamente buono da buttare, non avrebbe mai immaginato, nel corso delle sue cogitazioni avventurose, di ciò che la sua trovata avrebbe avuto di più importante: il lato “perdita” iniziale o il “guadagno” finale. Poiché oggi questa ricetta è chiamata talvolta “Pane perduto”, talvolta “Pane trovato”. Nell’oratorio di Claudel e Honegger, “Jeanne au bücher” (“Giovanna al rogo”), i Re, la Morte e le loro Compagne (La Stupidità, l’Orgoglio, l’Avarizia e la Lussuria) parlano un po’ nello stesso modo della loro fortuna alle carte: “Ho perso, voglio dire che ho vinto – Ho vinto, voglio dire che ho perduto”. Questa filosofia un po’ sconcertante, la si può ritrovare in semplice pezzo  di pane perduto.


Preparazione: togliere la crosta a vecchie fette di pane e metterle a inzuppare nel latte freddo (preventivamente bollito con zucchero e un bastoncino di vaniglia o di cannella), passarle in un uovo sbattuto e poi in una padella con del burro fino a che le due facciate non siano ben dorate. Prima di servire, spolverizzare di zucchero vanigliato o di zucchero in polvere con l’aggiunta di cannella (Si può anche profumare il latte, dopo averlo lasciato raffreddare, con rum, cognac, maraschino, fiori d’arancio o di gelsomino).


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