lunedì 18 dicembre 2017

Regali di Natale easy: Bambolina di stofinacci o tovagliette da cucina.

Ho voluto cimentarmi nella creazione di questa bambolina.  Avevo comprato due set all'americana con tovaglietta e tovagliolo di stoffa, li ho usati in questo modo divertente per farne una confezione da regalare.

Servono solo due set all'americana in stoffa, o tre strofinacci da cucina e una presina a cono, nastrini, due spilli, e una pallina o un tappo da deodorante per fare la testa (Tanto non si vedrà).

Su internet ci sono molti tutorial. Vi consiglio di provare: è davvero facile! Il problema è che vengono così carine che poi non le vorrete smontare.







domenica 17 dicembre 2017

Sotto l'albero di Natale con "Lois e Luke-Giro di vite" di Annemarie De Carlo


con il nuovo romanzo di una mia amica.
Esce il 18 dicembre, non l'ho ancora letto
ma sono certa che la scrittura curata e la storia intrigante vi prenderà.
Annemarie non delude mai  




LOIS & LUKE – Giro di vite AUTORE Annemarie De Carlo
CASA EDITRICE  goWare .Anno 2017

Breve sinossi a cura dell’autore: Lois e Luke si incontrano sulle tavole di un palcoscenico a New York. Entrambi arrivano da un’infanzia maltrattata e l’incontro delle loro mancanze diventa subito amore. Jock, padre di Luke, poliziotto omofobo e feroce, scopre l’omosessualità del figlio e lo pesta a sangue, tanto da fargli perdere la memoria. Lois cerca disperatamente di ritrovare il suo ragazzo, ma Jock ha fatto sparire di lui ogni traccia. I due ragazzi sembrano destinati a non rivedersi mai più. Morbida e lieve la scrittura di Annemarie De Carlo si presta a un Male to Male classico, un gay romance delicato dalle tinte nere e fucsia.



Come è il tuo rapporto con il Natale, definiscilo con un aggettivo solo? Famigliare.
1)      Presepe o albero? Albero.
2)      Albero vero o finto? Finto
3)      Ami più fare regali o ricevere regali? Che tipo di regali? Preferisci la sorpresa o suggerisci a qualcuno i tuoi desideri?
Farli, e cercare per ciascuna persona il regalo perfetto. Non è facile, ci provo, non sempre ci riesco. E preferisco di gran lunga la sorpresa.
4)      Ami ricevere libri o preferisci comprarteli? Hai mai ricevuto un libro che non sei riuscito a leggere? O un regalo veramente sbagliato? Quale e perché? O uno che invece è stata una  bella sorpresa inaspettata? Mi compro tanti libri – leggo solo in ebook ormai da anni – e preferisco comprarmeli io, anche perché non credo me li regalerebbero gli altri, visto che leggo quasi solo in lingua inglese e soprattutto romance di autori che seguo da tempo. Di libri che ho abbandonato perché non sono mai riuscita a leggere ce ne sono parecchi. Regali sbagliati? A parte il vaso simil-cinese regalato da una prozia a mio marito per il matrimonio, no, non ho mai ricevuto regali veramente sbagliati. Sorpresa inaspettata, anche se un po’ me lo aspettavo, il nuovo Kindle Fire per leggere ebook e navigare in internet. Adesso aspetto l’abbonamento alla rete, però :D
5)      Come si intitola il romanzo che hai scritto e vorresti consigliare come regalo di Natale?
Il romanzo, LOIS & LUKE – Giro di vite, che uscirà il 18 dicembre 2017 per i tipi di goWAre, appartiene alla collana Lgbt, curata in goWare da Luigi Romolo Carrino, autore eccezionale di romanzi mainstream. Il mio libro è un Male to Male, racconta infatti la storia d’amore tra Lois, ragazzino dal passato macchiato dalla morte violenta della madre, una ballerina rimasta incinta per sbaglio e Luke, figlio invece di una ex-fotomodella e un poliziotto e che fin da piccolo viene trascinato da un set fotografico all’altro in virtù della sua incredibile bellezza. Due ragazzi che vivono la loro avvenenza come una sorta di fatalità e che quando si incontrano, innamorandosi, riescono a dare un senso alla loro vita attraverso il sentimento che li lega. Ma la violenza e l’omofobia sono sempre dietro l’angolo e i due ragazzi se ne renderanno conto presto, rischiando di perdere quell’amore che li ha fatti sentire così vivi.
6)       Cosa ha di particolare il tuo romanzo per finire sotto l’albero di Natale? A chi è adatto?
E’ una storia d’amore, prima di tutto, tra due ragazzi – Luke ha 21 anni, Lois poco più di 18 quando si conoscono – ma anche la fotografia di un modo di vivere, di pensare. La madre di Luke è ossessionata dalla bellezza del figlio e dalla voglia di emergere e questo peserà sul figlio come un macigno, rischiando di tarpargli le ali; la morte violenta della madre di Lois, e il conseguente allontanamento del bambino da coloro che riteneva famiglia e casa rischieranno di annientarlo. Quindi è la storia anche di cadute e rinascite, a volte attraverso l’amore, a volte solo grazie alla forza di volontà.
7)      Ti è piaciuto scriverlo? Da dove nasce la storia?
Quando ho finito di scriverlo ho pianto. Ero disperata. Amavo così tanto i miei “ragazzi” da non volerli lasciare. Ho per un po’ di tempo meditato se scrivere un sequel ma poi ho lasciato stare. Lois e Luke adesso sono in giro per il mondo a godersi la vita. J
8)      Ci doni un piccolo l’incipit che ci lasci la voglia di leggere?
Entrò in scena lievemente abbattuto e curvo su se stesso. Non sapeva spiegare il perché di quella strana sofferenza. Come poteva l’assenza di una persona conosciuta da poco condizionarlo così tanto? Lanciò quasi con rabbia verso il pubblico le prime battute che gli spettavano senza rivolgere agli astanti alcun tipo di attenzione. Il suo malumore gli impediva infatti di scrutarne i volti e non gli importava se le reazioni della platea sarebbero state di disagio o disapprovazione. Voleva Lois, sul palco con lui, adesso. E Lois non c’era. Lo scambio con Henrietta/Enessa a un certo punto prevedeva che alzasse lo sguardo e lo rivolgesse verso la parte opposta al palco, formulasse una domanda a cui avrebbe risposto lui stesso ma che la platea avrebbe considerato a lei indirizzata. E nel    farlo lo vide. Era lì, in prima fila, tra persone di ogni nazionalità, colore ed età: Lois. Una stella che brillava in mezzo all’oscurità del teatro. E lo guardava con tale ammirazione e devozione da farlo fremere di orgoglio e lussuria. Fu allora che Luke provò un guizzo interiore potente. Vedere quello sguardo, sentire quegli occhi adoranti su di sé lo scosse nel profondo. Riprese a recitare rivolgendosi a Lois e a lui solo. Il resto del mondo era scomparso, esistevano solo loro due. E ad entrambi parlò, gridò, cantò in un monologo di desiderio e struggimento. Quando il sipario fu calato e il pubblico si alzò in piedi in un’ovazione entusiasta richiamando gli attori per ben tre volte, Luke si accorse che Lois era rimasto seduto, non applaudiva, limitandosi a sorridere, le guance rigate dallo scintillio di una lacrima subito catturata dalle labbra tese in un sorriso commosso ed emozionato.
9)      Una volta scartato, aperto e ammirato con soddisfazione il tuo libro, un lettore, per gustarlo al meglio, con cosa lo potrebbe accompagnare, una musica, un profumo ecc? O dove sarebbe magico leggerlo se potesse scegliere un luogo o una stanza?
A dire il vero, Lois & Luke – Giro di vite ha una sua vera e propria playlist, che su Deezer potete trovarla a questo indirizzo: http://www.deezer.com/it/playlist/2278967402 Ma direi che la colonna sonora che lo rappresenta al meglio è sicuramente Photograph di Ed Sheeran, che ascoltavo quando scrivevo. :D




BREVE BIO/ FOTO AUTORE

Annemarie De Carlo ama leggere, raccontare e scovare manoscritti che la facciano emozionare. Scrive storie d'amore, preferibilmente MM o Lgbt. Vive tra Londra e un paesino della bassa bolognese, imbrigliata tra cani, gatti, un computer scassato, un marito che vorrebbe si dedicasse di più allo shopping e al pilates anziché passare il suo tempo con la testa tra le nuvole e due figli che invece sono orgogliosi di lei e di ciò che fa. I suoi primi due romanzi urban fantasy lgbt sono nati da una folgorazione provocata dall’ascolto di Stardust, canzone di Michael Penniman Holbrook Jr., in arte Mika, cantata da lui in duetto con Chiara Galiazzo a Xfactor. Infatti il cantante anglo-libanese è la sua Musa Ispiratrice. Ha già pubblicato per Amarganta:  Anime alla deriva (ciclo delle Anime vol.1)  e Anime affamate (ciclo delle Anime vol.2), mentre un suo racconto è presente nell’antologia benefica a tematica LGBT Oltre l’arcobaleno Vol.1 e Oltre l’arcobaleno Vol.2 pubblicate da Amarganta e alcune fan fiction sono pubblicate sul suo account Wattpad: https://www.wattpad.com/user/AnnemarieDeCarlo. Ha una pagina Facebook Autore: https://www.facebook.com/AMdecarlo/  Lois & Luke – Giro di vite, pubblicato con goWare è il suo terzo romanzo. 


venerdì 15 dicembre 2017

Sotto L'albero di Natale con "Parole scartate" e "A colloquio con..."di Fausta Genziana Le Piane

   

CON 
 "Parole scartate"
e
"A colloquio con..."

AUTORE Fausta Genziana Le Piane
 Youcanprint
 Anno 2017
Fausta Genziana  le Piane è un'artista poliedrica che si cimenta in diverse espressioni artistiche, tra cui una rivista letteraria, collage originali e sopratutto poesie. Da brava  signora dalla chioma rossa scrive e crea in modo incisivo tenendo sempre la sua strada. E' una mia amica, e ne sono onorata. 



Parole scartate è un libro di poesie. Dice Tommaso Maria Patti: “Alcune composizioni, nella loro forza espressiva, grondano di rabbia e di dolore. Una specie di “lieve pianto poetico” caratterizza alcune altre. Con altre ancora scopriamo immagini più serene. Ma può mai un lettore entrare in piena sintonia con le intenzioni poetiche di chi scrive?”.


A colloquio con…è una serie di interiste a scrittori e pittori famosi quali: Melo Freni, Ennio Calabria, Enrico Benaglia, Plinio Perilli, Nina Maroccolo, Manuel Olivares, Iole Chessa Olivares, Serena Maffia, Leonardo Caimi, Giuseppe Calcerano, Dalia Pelaggi, Rosafuria, Alessandra Gaggioli, Gabriele. Trovo molto interessanti le raccolte di interviste perché sono la diretta parola degli autori e nello stesso tempo una testimonianza storica. 



1     Come è il tuo rapporto con il Natale, definiscilo con un aggettivo solo?     Intimo
      Presepe o albero?      Entrambi
3     Albero vero o finto?      Talvolta vero, con la speranza di impiantarlo di nuovo, per esempio in campagna, da me, in Sabina. Ma, essendo falliti tutti i tentativi, ho scelto il finto.
4     Ami più fare regali o ricevere regali? Che tipo di regali? Preferisci la sorpresa o suggerisci a qualcuno i tuoi desideri?       Entrambi. Amo molto le sorprese, sia farle che riceverle, ma finisco con il chiedere cosa si preferisce per evitare di fare regali superflui o non graditi.
5    Ami ricevere libri o preferisci comprarteli? Hai mai ricevuto un libro che non sei riuscito a leggere? O un regalo veramente sbagliato? Quale e perché? O uno che invece è stata una  bella sorpresa inaspettata?  Ogni Natale sotto l’albero ci sono libri. Amo molto leggere e riesco sempre a leggere tutto poiché leggo un libro dopo l’altro. Regali sbagliati mai, appunto perché mi si chiede cosa gradisco.
6   Come si intitolano i libri che hai scritto e vorresti consigliare come regalo di Natale?.  A collouio con…e Parole scartate
7   Cosa hanno di particolare i tuoi libri per finire sotto l’albero di Natale? A chi sono adatti?  I miei due libri sono adatti a tutti. Il libro di interviste è agile e svelto e offre molte curiosità su personaggi famosi. Ho recentemente avuto una bella sorpresa, una bella soddisfazione: le liriche di Parole scartate sono tanto piaciute ad una psicologa che le usa durante le sue sedute. Ha cominciato con una ragazza di 12 anni…
8  Ti è piaciuto scriverli?  Amo molto scrivere tutti i miei libri, da quelli di poesie a quelli di racconti, da quelli di interviste ai saggi.
9  Ci doni un piccolo l’incipit che ci lasci la voglia di leggere?
       

IL PORTACIPRIA

  In fondo ad un cassetto 

  Ho trovato con dispetto
  Un portacipria a fiori.
  È un cuore aperto a metà
  Che cigola sulle cerniere
.  Arrugginite,
  Ne sono colpita.
.  Nello specchio appannato
.  Non ci sono colori
  Ma un volto che non riconosco.
.  Spennello il piumino sul naso
.  È un caso
  Se sono qui

10   Una volta scartato, aperto e ammirato con soddisfazione il tuo libro, un lettore, per gustarlo al meglio, con cosa lo potrebbe accompagnare, una musica, un profumo ecc? O dove sarebbe magico leggerlo se potesse scegliere un luogo o una stanza?   A mio avviso, le poesie si gustano in silenzio, senza alcun tipo di distrazione. Il libro di interviste  potrebbe avere come sottofondo John Lennon. Dove leggere? In campagna, accanto al fuoco, sprofondati in una bella sedia a dondolo inglese.



                                    N.d.A: ho scelto questa sua foto perché lei è una star ma non lo sa

Fausta Genziana Le Piane, nata in Calabria, vive ed opera a Roma. Laureata in Lingue, ha insegnato francese e ha vinto una borsa di studio per la Romania. Ha curato le schede di lingua francese per la grammatica italiana comparata di Paola Brancaccio e adattato classici francesi per la scuola superiore. I suoi libri di poesie, Incontri con Medusa, La Notte per Maschera, Gli steccati della mente, Stazioni/Gares e Ostaggio della vallata hanno incontrato il favore della critica. Con Tommaso Patti, ha pubblicato la raccolta di racconti Duo per tre, cui ha fatto seguito  Al Qantarah-Bridge, Un ponte lungo tremila anni fra Scilla e Cariddi. Ha pubblicato una raccolta di racconti, La luna nel piatto, con annesso un sedicesimo dedicato alla pittura di Pinella Imbesi, Interviste a poeti d’oggi, Un libro, un luogo: itinerari dell’anima e Gente (non) comune. I libri: Duo per tre, Interviste a Poeti d’oggi, Gente (non) comune e Al Quantarah-bridge sono anche stati pubblicati in formato e-book dalla Casa Editrice Dante Alighieri. Si occupa di critica e recentemente ha pubblicato  La meraviglia è nemica della prudenza, invito alla lettura de L’arte della gioia di Goliarda Sapienza. Iscritta all’Ordine dei giornalisti, dopo aver scritto per il Il Giornale d’Italia, ora cura una rubrica d’arte per la Consulta delle donne di Wanda Montanelli (Parliamo d’arte) e una pubblicazione bimestrale internazionale Kenavò da lei fondata. Ha pubblicato una serie di quaderni (I Quaderni di Casa Duir). Ha partecipato con i suoi collages a varie esposizioni tra cui, recentemente, a quella collettiva organizzata dall’Associazione culturale Bistro e Trementina il 9 giugno 2016 dal titolo “Artinvilla”. Alcune poesie sono state tradotte in francese, tedesco, inglese, spagnolo, romeno, russo, altre sono state musicate dai compositori Giorgio Fiorletta e Amedeo Morrone ed altre ancora, infine, sono state oggetto di studio, a cura del Professore Patrick Blandin, fra gli studenti della facoltà di Lingua e Cinema Italiani dell’Università di Tolosa e di Bordeaux.

Hanno parlato di lei: Dante Maffia, Italo Evangelisti, Plinio Perilli, Massimo Colesanti, Carmine Chiodo, Giorgio Bàrberi Squarotti, Tommaso Maria Patti, Merys Rizzo, Francesco Dell’Apa, Pina Majone Mauro, ecc.

Sito personale: www.faustartepoesia.org         
E-mail: faustagenzianalepiane@virgilio.it
     
  


mercoledì 13 dicembre 2017

Sotto L'albero di Natale con IL PANE SOTTO LA NEVE, di Vanessa Navicelli


CON



 Il pane sotto la neve    

 Vanessa Navicelli

 Selfpublishing 
(CreateSpace Independent Publishing Platform) 
   
Anno: Novembre 2017

Romanzo finalista nazionale al Premio Letterario RAI “La Giara” 2012 – Prima Edizione 


Breve sinossi a cura dell’autore:

Il pane sotto la neve è un romanzo di narrativa popolare, ambientato “da qualche parte sulle colline dell’Emilia, al confine con la Lombardia, dove la provincia di Piacenza abbraccia la provincia di Pavia.”
È la saga di una famiglia contadina dai primi del ’900 fino alla primavera del 1945.
Si racconta della prima guerra mondiale, della fatica del lavoro in campagna, delle figlie che crescono e si fidanzano. Dell’arrivo della seconda guerra mondiale, della Resistenza. E dei nipoti: chi parte soldato, chi diventa partigiano.
Un mondo e una felicità fatti di piccole grandi cose. Tra politica e apparizioni della Madonna, canzoni degli alpini e orgoglio partigiano, la musica di Verdi e le passeggiate lungo il Po, innamoramenti inattesi e le gare ciclistiche di Bartali e Coppi, le recite di Natale in parrocchia e un bicchiere di vino all’osteria.
Per ricordare le nostre radici. Chi siamo e quanto ci è costato arrivare fin qua.

Un romanzo sulla famiglia e per tutta la famiglia.
Un romanzo “trasversale”, che si rivolge sia agli adulti che ai ragazzi

Il linguaggio è semplice ed essenziale, come lo è la gente di cui si racconta.
Molte cose sono vere. Molte altre sono verosimili.
Ci sono parti drammatiche e parti umoristiche. Come nella vita.                          

Questo romanzo è il primo della Saga della Serenella.
La serenella (o lillà) è un fiore semplice e profumatissimo. È il mondo contadino, la famiglia, la primavera dell’anima. È il simbolo di ciò che è buono e vero. Di un mondo pulito e schietto.
Ma tutto questo lo potrete capire, veramente, solo leggendo le storie della gente nata là, sulle colline al confine tra Emilia e Lombardia, nella terra dove cresce la serenella.

“La libertà, per ora, riposa sotto la neve.
Ma arriverà la primavera… e non sarà solo il grano a germogliare.”

N.B. Ogni romanzo della saga è pensato per poter essere autonomo e completo anche individualmente.





1) Come è il tuo rapporto con il Natale, definiscilo con un aggettivo solo?

Ottimo rapporto da sempre. Lo adoro come avessi ancora 5 anni!
Un solo aggettivo per definirlo? Uhm. Direi “gioioso”.


2) Presepe o albero?

Mi piacciono entrambi. E da piccola, coi miei genitori, li facevo entrambi.
Però ammetto che nel mio immaginario natalizio, oggi, l’albero ha guadagnato qualche punto rispetto al presepe. Forse per il tripudio di luci e colori che fanno tanta allegria in casa. Mi piace il clima festoso degli addobbi natalizi.


3) Albero vero o finto?

Be’, ora che vivo in un appartamento in città, albero finto per motivi di spazio e di praticità.
Ma finché ho vissuto coi miei genitori in collina, sempre albero vero, altissimo e col profumo di bosco. Lo andava a prendere mio padre e io gli dicevo: “Deve arrivare al soffitto, ricordatelo!” Finito il Natale, lo piantavamo in qualche parte del giardino. E infatti, più che un giardino, il nostro era un boschetto!


4) Ami più fare regali o ricevere regali? Che tipo di regali? Preferisci la sorpresa o suggerisci a qualcuno i tuoi desideri?

È sicuramente più divertente farli. Pensare a qualcosa di speciale per le persone che ami, sperare che le renda felici. Ti fa star bene.
In quanto ai regali che ricevo, è bello quando sento che c’è dell’affetto vero dietro a quel dono. Non importa il valore economico. Può essere anche un gingillo preso al mercato, se ha un valore simbolico che lega me e la persona che l’ha fatto. Quindi no, non do suggerimenti perché, con questi requisiti, mi va bene tutto.

5) Ami ricevere libri o preferisci comprarteli? Hai mai ricevuto un libro che non sei riuscito a leggere? O un regalo veramente sbagliato? Quale e perché? O uno che invece è stata una  bella sorpresa inaspettata?

Mi piace anche ricevere libri, perché spesso è un modo per leggere testi che, da sola, non avresti mai pensato di acquistare. A volte sono delle belle scoperte, a volte delle delusioni (che molli dopo pochi capitoli). Però è sempre interessante avere la possibilità di confrontarsi con cose nuove, e coi gusti degli altri.
Mi fanno regali da quand’ero bambina, quindi… di pacchetti che ho aperto e che poi son rimasta a fissare chiedendomi: “Ma perché?” ce ne sono stati parecchi. Un ricordo buffo che mi viene in mente tra i primi è un minuscolo-minuscolo-minuscolo (ho già detto minuscolo?) cuoricino d’oro che mi hanno regalato da ragazzina dei mie parenti. Parenti decisamente più benestanti della mia famiglia, ma di una tirchieria assurda e quasi comica. Quando ho aperto il pacchettino e ho visto questo cuoricino disperso in mezzo al cotone (ci affondava dentro e ci spariva), ho guardato mia mamma e siamo scoppiate a ridere. Poi ho commentato: “Cavolo, stiamo attente, perché se ci cade su un tappeto non lo ritroviamo più!”
N.B. A nessuno della mia famiglia è mai importato niente di ricevere oggetti d’oro. M’avessero regalato un pupazzo buffo, sarei stata felicissima. La cosa comica (che ha suscitato battute per anni!) era l’evidente contrasto tra il desiderio di regalare qualcosa di prezioso e il dolore straziante di separarsi dai soldi che sarebbe costato!


6) Come si intitola il romanzo che hai scritto e vorresti consigliare come regalo di Natale?

“Il pane sotto la neve”. Un romanzo storico, di narrativa popolare. Una saga familiare.
Con questo libro inauguro anche la Saga della Serenella.
[“Serenella” è il nome colloquiale con cui, specie nelle zone di campagna, veniva e viene chiamato il lillà.]


7) Cosa ha di particolare il tuo romanzo per finire sotto l’albero di Natale? A chi è adatto?

È un romanzo sulla famiglia e per tutta la famiglia. Un romanzo “trasversale”, che si rivolge sia agli adulti che ai ragazzi.
Me lo sono sempre immaginata come una di quelle storie che si raccontavano una volta, avete presente? Attorno al fuoco, tutti assieme (bambini compresi). Qualcosa da condividere.
Ci tenevo che si sentisse la vita. Lacrime, sorrisi, colpi di scena, amore, odio, dolore, risate, amicizie… Sentire la vita scorrere.
E ci tenevo che i personaggi uscissero dalla pagina e diventassero reali, coi loro mondi e le loro personalità. Io li conosco – e ci convivo – da tanti anni, ormai. Mi hanno fatto ridere, piangere, preoccupare, rallegrare. Voglio bene a tutti loro, perché se lo meritano.
Spero di essere stata capace di accompagnarli sulla pagina scritta rispettandoli e raccontandoli in modo che anche altri gli possano voler bene.


8) Ti è piaciuto scriverlo? Da dove nasce la storia?

Io sono cresciuta con un grande amore e interesse per tutto quello che riguarda la prima metà del Novecento (dalla Storia, alla musica, ai film, ai libri…). Ho ascoltato a occhi sgranati gli aneddoti di mia nonna, della mia prozia e dei miei genitori.
Così, con tutto questo amore dentro, è stato naturale, per me, voler raccontare storie ambientate in quel periodo.
Io credo nell’importanza della Memoria. Sapere da dove veniamo aiuta a capire chi siamo e cosa possiamo diventare; in bene o in male, a nostra scelta.
Da sempre mi sento in debito con tutte quelle persone che hanno fatto sì che oggi si possa essere liberi. Un’incredibile e variegata Italia.
Volevo ringraziarle.
Per questo ho scritto romanzi che si rivolgono sia agli adulti che ai ragazzi. Ragazzi che ormai conoscono sempre meno le due guerre mondiali che ci hanno devastato, la lotta di liberazione dal nazifascismo, la Resistenza, le leggi razziali. E cosa voleva dire essere giovani nella prima metà del Novecento – nelle difficoltà, sì, ma anche nella semplicità dei desideri.
Alla fine della lettura, dovrebbe restare addosso il senso delle cose importanti della vita. Questo è quello a cui tengo di più.


9) Ci doni un piccolo l’incipit che ci lasci la voglia di leggere?

Capitolo I
Il vento degli angeli

Da qualche parte sulle colline dell’Emilia, al confine con la Lombardia, dove la provincia di Piacenza abbraccia la provincia di Pavia.

È il 1897. Una domenica di maggio.
Un ragazzo di diciassette anni cammina per una stradina sterrata di collina. In mano ha dei rametti di serenella. Ogni tanto prende dalla tasca dei pantaloni un fazzoletto, se lo passa sulla fronte; poi lo gira sull’altro lato, si china a terra e lo passa sulle scarpe. Guarda il sole, con gli occhi socchiusi; fa un bel respiro e riprende a camminare.

Una ragazza di quindici anni aspetta davanti alla chiesa del suo paese. Stringe un santino della Madonna tra le mani. Di fianco a lei c’è il parroco che la osserva mentre, nervosa, zoppicando un poco, va avanti e indietro da una fontanella a rinfrescarsi il viso.
“Arriva” dice il parroco, indicando il fondo della piazza antistante.



10) Una volta scartato, aperto e ammirato con soddisfazione il tuo libro, un lettore, per gustarlo al meglio, con cosa lo potrebbe accompagnare, una musica, un profumo ecc? O dove sarebbe magico leggerlo se potesse scegliere un luogo o una stanza?

Lo si dovrebbe accompagnare con qualcosa che ci fa pensare alla famiglia (intesa come famiglia di sangue o di elezione).
Può essere una fetta di torta della nonna. O la cioccolata che beviamo nelle giornate no con le amiche più care. O il profumo delle caldarroste in cucina.
Magari ascoltando una musica di Verdi, il compositore preferito dal protagonista. [Anche se io, quando leggo, preferisco il silenzio su tutto. Mi piace sentire le parole risuonarmi in testa.]
Davanti a un camino, mentre fuori nevica, sarebbe perfetto. Ma alla fine… l’unica cosa che conta, davvero, è leggerlo in un posto che ci faccia sentire sereni. Come dentro a una bolla di sapone.





BREVE BIO AUTORE

Vanessa Navicelli è nata in provincia di Piacenza, ma da anni vive a Pavia.
Nel 2012 con il suo romanzo Il pane sotto la neve è stata finalista della prima edizione del Premio Letterario "La Giara", indetto dalla RAI. Scelta come vincitrice per  l'Emilia Romagna.
Scrive romanzi per adulti e ragazzi; e storie per bambini.
Ha pubblicato due libri per bambini: Un sottomarino in paese (ebook e cartaceo, italiano e inglese), fiaba illustrata sul tema della pace; e Mina e il Guardalacrime (solo cartaceo), che inaugura la collana delle Fiabe Bonbon.
È cresciuta con persone che, pur cercando di scherzarci su, nella loro giovinezza hanno sperimentato cosa fosse la povertà vera.
È cresciuta in un minuscolo paesino emiliano dove ancora oggi ben pochi anziani sanno cos’è il lillà, ma tutti sanno cos’è la serenella. E lei lo trova stupendo.
Il suo ultimo libro, appena uscito, è il romanzo storico (saga familiare) Il pane sotto la neve.

Link per acquisto Amazon: https://tinyurl.com/y9bbufn4




lunedì 11 dicembre 2017

Sotto L'albero di Natale con "Il ragazzo ombra" di Laura Costantini



Ricomincio queste fortunate interviste sotto l'albero di Natale segnalando solo libri che io stessa ho letto, oppure ho acquistato conoscendo la perizia dell'autore, o lasciandomi intrigare dalla storia.    
Il primo libro è anche il primo della serie "Diario Vittoriano" di Laura Costantini. 
Vi avverto che rimarrete incantati 
e quindi preparatevi a integrarlo con il secondo libro in uscita in questi giorni.  



"Il ragazzo ombra" di Laura Costantini
CASA EDITRICE  goWare  Anno 2017


 "Il ragazzo ombra" è il primo volume della serie "Diario vittoriano". Un pittore e scrittore affermato, Robert Stuart Moncliff, nel castello di famiglia in Scozia nel 1901, rilegge i diari degli ultimi vent'anni della sua vita. Ha trentatré anni, quando nel aveva solo tredici, al seguito del padre in India, ha incontrato la persona più importante della sua vita. Un ragazzo che gli appare come un'ombra sull'argine dell'Hugly. Il destino ha voluto che quell'incontro desse una svolta alla missione del padre di Robert in India. Ma nessuno poteva immaginare che cambiasse l'intero corso della vita di Robert che, in attesa di essere processato per sodomia, ripercorre gli eventi cercando di ritrovare, almeno sulla pagina scritta, chi ha perso.


1)      Come è il tuo rapporto con il Natale, definiscilo con un aggettivo solo? Conflittuale.
2)      Presepe o albero? Albero sempre e comunque.
3)      Albero vero o finto? Finto, non ho cuore di uccidere una pianta.
4)      Ami più fare regali o ricevere regali? Farli mi rende felice. Riceverli... anche.
5)      Che tipo di regali? Mi sforzo di personalizzare, quando sono io a donare.
6)      Preferisci la sorpresa o suggerisci a qualcuno i tuoi desideri? Vorrei tanto la sorpresa, sì.
7)      Ami ricevere libri o preferisci comprarteli? Preferisco comprarmeli, lo confesso.
8)      Hai mai ricevuto un libro che non sei riuscito a leggere? Ahimé, è accaduto.
9)      O un regalo veramente sbagliato? Successo, anche questo.
10)   Quale e perché? Un maglione, assolutamente fuori dal mio stile.
11)   O uno che invece è stata una  bella sorpresa inaspettata? Mi hanno regalato una collana con il boccino d'oro di Harry Potter. Felice io!
12)  Come si intitola il romanzo che hai scritto e vorresti consigliare come regalo di Natale? "Il ragazzo ombra" edito da goWare 2017, sia cartaceo che ebook.
13)   Cosa ha di particolare il tuo romanzo per finire sotto l’albero di Natale? È la storia di due ragazzini soli che si coalizzano contro il mondo pieno di regole e di ipocrisia dell'età vittoriana.
14)  A chi è adatto? A tutti coloro che credono nella forza dei sentimenti senza barriere e senza pregiudizi. A chi non coltiva discriminazioni. A chi guarda le persone, non il loro colore della pelle, non il loro passato, non il loro aspetto.
15)  Ti è piaciuto scriverlo? Ho adorato scriverlo al punto che, quando ho messo la parola fine all'intera serie (saranno quattro volumi, il secondo è in uscita il 15 dicembre) ho pianto come non mi era mai successo prima.
16)  Da dove nasce la storia? Robert mi parlava all'orecchio dal 1978, quando iniziai a scriverlo per poi lasciarlo incompiuto. L'ho ripreso nel 2015, durante un momento particolare della mia vita. E, in quattordici mesi, l'ho finito.
17)  Ci doni un piccolo l’incipit che ci lasci la voglia di leggere? "Odio questo posto maledetto da Dio. Odio questo caldo disumano. Mi manca l'aria, giorno e notte, senza tregua. Non riesco più a dormire. Stanotte ho abbandonato l'inutile riparo della zanzariera e sono uscito sul terrazzo. La luna era talmente enorme da emanare calore essa stessa. E luce. Una luce malata, insana. Raggi innaturali densi del volo di insetti e pipistrelli a caccia. Il fiume sembrava una colata di metallo rovente. Se ne levava un miasma lattiginoso che nulla aveva della purezza immacolata e algida delle nebbie scozzesi. Il mondo sembrava reduce da uno sterminio. Silenzio. Solitudine. Desolazione. E quell'ombra. Ho smesso di disegnare nel momento in cui distinguerla mi ha regalato un brivido. Per un attimo ho ricordato la sensazione familiare del freddo. Ma un freddo dell'anima. Sembrava un fantasma in quella luminosità contro natura. Un fantasma nero, dai tratti indistinguibili, ma dalla grazia inarrivabile. Era sull'argine. E danzava. Una danza strana, guerriera, lenta. Brandiva qualcosa, forse una spada, e ne faceva il fulcro di un duello contro il mondo intero. Il miasma lattiginoso tentava di inghiottirla, ma l'ombra non lo permetteva e ogni stoccata stracciava quel velo reclamando il diritto a esistere. È stata la cosa più bella che abbia mai visto..."
18)  Una volta scartato, aperto e ammirato con soddisfazione il tuo libro, un lettore, per gustarlo al meglio, con cosa lo potrebbe accompagnare, una musica, un profumo ecc? Dovrebbe sorseggiare un tchai speziato, ascoltare "Breathe" di Midge Ure e avere vicino un bastoncino d"incenso al sandalo.
19)  O dove sarebbe magico leggerlo se potesse scegliere un luogo o una stanza? Se tutto questo accadesse in un salottino nella nicchia di una finestra a bovindo, con vista su un fiume sarebbe il massimo.


BREVE BIO AUTORE
Laura Costantini è romana ma vive, per lavoro, a Campobasso. Giornalista Rai, scrive narrativa da sempre. E da sempre a quattro mani con Loredana Falcone, con la quale ha pubblicato numerosi romanzi spaziando tra vari generi. Il "Diario vittoriano" è la prima prova in solitario.

LINK   www.lauracostantini.it  e  http://lauraetlory.blogspot.it


martedì 24 ottobre 2017

A colloquio con...


A COLLOQUIO CON...
Fausta Genziana Le Piane
Youcanprint
Luglio 2017

Un taglio giornalistico per una serie di interviste alla ricerca dell'arte che è in ognuno di noi

Fausta Genziana Le Piane con competenza e precisione ci regala un Collage di autori che rispondono a domande personali sulla loro scelta artistica.

Indegnamente sono intervistata anche io. Lillipuziano gnomo tra poeti, scrittori, sociologi, musicisti,sceneggiatori, pittori, incisori, artigiani e cercatori del bello.

"Hai trovato la tua strada?"

Fausta mi chiede qual è la strada scelta per l'espressione artistica, quella che preme dentro, e che ogni autore cerca spesso tutta la vita in una insoddisfazione che è la madre di tutte le sperimentazioni. Rispondo io come tanti altri, meno bene dei veri autori, eppure certa che ognuno di noi può lasciarsi andare alla ricerca dello spazio interiore in cui esplicarsi.

 Grazie Fausta per la poesia che apre il libro, un condensato della vita, sussurrato e mai gridato, frutto dell'anima che ama la solitudine e il silenzio conscia della propria ricchezza interiore.

E tutto sei tu tranne sasso, anche se l'immagine forte è magnifica.



https://www.amazon.it/colloquio-Fausta-Genziana-Piane/dp/8892667459