sabato 22 settembre 2012

IN CUCINA CON LO SCRITTORE




Cari amici, lunedì si comincia.
Avrete interviste e ricette da grandi autori.

Intanto vi posto una ricetta di biscotti morbidi da colazione che è di una facilità estrema e che si conservano a lungo.

Nuvole dello Gnomo

Ingredienti:

300g di farina
1 vasetto di yogurt dolce bianco
125g di zucchero
Usando il vasetto dello yogurt misurate 1 vasetto di latte
 e mezzo vasetto di olio di semi di arachide
un pizzico di sale
40g di pinoli
1 uovo intero
1 cartina lievito per dolci

Preparazione:

in una ciotola gnoma, mescolate con un mixer o le mani di un folletto incavolato, la farina con tutti gli ingredienti, compresa la cartina di lievito, alla fine unite i pinoli e girate con un mestolo di legno. lasciate agire un po' il lievito (circa 10 minuti); intanto scaldate il forno ventilato a 180°, disponete la carta da forno sopra una teglia e aiutandovi con due cucchiaini poggiate delle palline di impasto distanziate qualche cm l'una dall'altra, perché durante la cottura si allargheranno e si gonfieranno. Infornate, e appena dorate e gonfiette ( circa 15 minuti) sfornate, aspettate qualche minuto e staccatele. Ripetete l'operazione fino ad esaurimento dell'impasto o della pazienza!


domenica 9 settembre 2012

IN CUCINA CON LO SCRITTORE





  Cari amici che seguite il blog, oggi mi chiedo:
Quanti scrittori amano cucinare? Moltissimi.
Alcuni di loro descrivono le ricette nei loro romanzi, altri si sfogano tra le mura domestiche e tengono nascosta
la loro passione. Tutti comunque sono bravi a evocare profumi e sapori,  e farci sognare a parole piatti succulenti. Ma sono veramente bravi?
Di qui l'idea di farci raccontare le loro storie di cuochi, più o meno provetti, i loro piatti preferiti da cucinare o detestati da mangiare. Aneddoti, e ricette.
Cosa scelgono quando vanno al ristorante, e cosa mangiano mentre scrivono come forsennati. Si fanno bastare il classico caffè o the?  
Hanno dei riti, dei cibi porta fortuna o cibi sveglia idee?


Poiché il mio destino sembra essere quello di parlare di cibo, e mi piace anche cucinare e scrivere, dedicheremo uno spazio proprio agli scrittori e alle loro curiosità in cucina. Naturalmente gli scrittori  ci illustreranno anche il loro ultimo romanzo e  qualche aneddoto legato alla sua stesura o alle presentazioni dove spesso il cibo e il vino fanno da comprimari.
Penso che ci sarà da divertirci.
A presto. 



venerdì 7 settembre 2012

Spaghetti afrodisiaci alla bottarga



Questi spaghetti semplicissimi li dedico a Eddy, alle sue serate con Daniel, magari al ritorno dalle vacanze.

La bottarga si può acquistare da grattare o grattata, l'importante è aggiungerla per ultima e non farla scaldare.
Naturalmente per due persone serviranno: 160 g di spaghetti, mezzo spicchio di aglio, olio di oliva ( quattro cucchiai),  un peperoncino piccolo piccante e bottarga mezzo cucchiaio.
La preparazione rasenta la cretineria da innamoramento.
Mentre l'acqua salata bolle e la pasta cuoce, in una padella scaldate quattro cucchiai di olio di oliva con un peperoncino sbriciolato e mezzo spicchio di aglio che leverete appena biondino; appena scolata la pasta la salterete in questo olio profumato,  poi spolverizzate il tutto con la bottarga e servite.
Se non piace troppo il sapore di pesce che questa conferisce agli spaghetti si può preparare oltre la  base di aglio,olio e peperoncino con cui condirete gli spaghetti al dente in tenuta da chef, anche un sughetto veloce di pomodorini e qualche filetto di peperone. Lo aggiungerete a parte al commensale che si spaventa davanti al piccante spaghetto condito solamente aglio e olio, peperoncino e bottarga. Magari con un bacio folle placherete anche il bruciore del peperoncino.

Buona spaghettata! E leggete Mi chiamo Eddy!

venerdì 31 agosto 2012

Una bella recensione di Mi chiamo Eddy

Ringrazio Fabrizio Bianucci,
per aver letto e sottolineato questo messaggio di amore/innamoramento puro e universale.
Non è facile per un etero, sebbene critico e lettore, lasciare  a casa tutte le sovrastrutture che bloccano la lettura di romanzi etichettati queer, anche se poi lo sforzo maggiore dello scrittore è proprio quello di dimostrare la normalità e pulizia di ogni espressione affettiva.
Spero sia un primo passo.
C'è tanta ipocrisia. Ormai ne sono certa e sconsolata. Tutti sono aperti a leggere (sopratutto gli amici) e pronti a non capire. Eppure l'Amore è uno.
.
MI CHIAMO EDDY di Federica Gnomo Twins
2012 ed.YCP - ISBN 978-88-66187-42-4
PP.99 EURO 9.90

Diciamocelo subito, questo bel racconto lungo o romanzo breve (vedete voi), ben scritto ed armonizzato ( come se fosse una partitura musicale, sì perchè la musica anche se non si ode fisicamente... c'è, eccome se c'è!) poteva benissimo essere intititolato "Il bacio d'amore", perchè il vero e principale protagonista è proprio il bacio in tutte le declinazioni, fisiche,poetiche ed emotive, sensuali, sessuali e spirituali.
Del resto in epigrafe è riportato: con " Il bacio sazia/Il bacio riempie la bocca e il cuore/Non lascia spazio a niente/Tutto prende", l'autrice F. Gnomo è stata esplicita! A parte il "bacio" personaggi e interpreti principali sono: Eddy (Edoardo), il suo amico del cuore Daniel, il cugino quasi coetaneo e antagonista (cattivello e mascalzone almeno sino ad un certo punto) Attilio, e - diciamo - le consuocere... la mamma di Eddy e quella di Daniel. Avrete capito che si tratta di una storia di omosessualità, una manifestazione - "outing" si usa dire oggi - chiara e netta, una vicenda d'amore nata sui banchi di scuola superiore tra compagni di classe, continuata nella ricreazione a casa tra compiti, studio e... vibrazioni del cuore. E non solo! Ovvio c'è anche del sesso, in un crescendo delicato, ma ottimamente controllato e mai reso "sconcio, sporco" dalla mai strabordante, misurata penna dell'autrice, che deve aver fatto un bel lavoro di scavo psicologico interiore ed esteriore per giungere a tali risultati eclatanti.
In alcuni passaggi è un deciso pugno nello stomaco per nefandezze e cattiverie parentali narrate, come lo è la stessa copertina un poco splatter, ma la storia (una vera tenerissima storia d'amore con tutti gli ingredienti della eterosessualità e un qualcosa in più... in fatto di sensibilità) è molto particolare ed abbisogna di questo quid gravoso; è una lotta per fare vincere il sentimento profondo d'amore e la sua estetica su tutto il "marciume" ipocrita della società attuale, l'amore tra persone, indipendentemente da tutto e tutti, tabù e pregiudizi inclusi. Una realtà di molte normalissime famiglie che devono imbattersi nelle difficoltà e quasi vergogne quotidiane per il solo fatto di avere un figlio o una figlia gay.
L'amore vero e universale direi "superiore" e le persone, slegate dal loro sesso fisico, sincere con sè in primis sono le sole cose che contano in questa vita, indipendentemente da tutto, il resto è solo paccottiglia e giudizio irresponsabile preconfezionato e sempre negativo e dietrologico. Non vi dico altro della trama per non guastare la genuinità del racconto.
Un'importante corrente di ammaestramento esoterico filosofico spiritualista afferma che l'omosessualità è in fin dei conti un semplice e naturale sistema voluto dall'Assoluto ( ma voi chiamatelo come volete) nei "piani fisici", quindi densi, inferiori rispetto a quelli "sottili", per il controllo delle nascite. Non ci vedo nulla di scabroso in questo sistema contraccettivo, se, ecco il punto, quindi a condizione che (sine qua non), la sostanza energetica sia data dall'Amore con la A maiuscola.
Da leggere sicuramente, per capire che il mondo fisico è sempre e comunque una pura Illusione.
F Fabrizio Bianucci
16.8.2012 Pognana

un doveroso P.S.: l'autrice mi ha inviato copia del suo lavoro che ho ben volentieri qui dilettantisticamente "recensito" ( parola troppo grossa per me) e ... pur non essendo gay, ma avendo molti clienti e qualche amico che lo sono, conosco le loro peripezie, la loro sofferenza interiore, il loro travaglio d'animo e di spirito, la loro sovrumana sensibilità.

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/chiamo-eddy-gnomo.html

lunedì 16 luglio 2012

Melodia e altre storie...




Melodia e altre storie…
Di Armando Maschini
Farnesi Editore

Cari amici concludo le foto recensioni  parlando del mio amico e autore Armando Maschini che ha coronato il sogno di veder pubblicate in Melodia e altre storie… le sue bellissime fiabe moderne.
Conosco Armando da pochissimo, appena un anno a settembre. Ci siamo incontrati, come ormai spesso accade, da scrittori sul web, frequentando amici comuni.
Ho subito notato in Armando uno spirito poetico e fantasioso, a volte incompreso. L’ho spinto a  continuare a scrivere fiabe e racconti, e a farmeli leggere. Piano piano in testa mi sorgeva un progetto: un libro. Un libro di fiabe  moderne scritto da un uomo, un padre, un fanciullo eterno.
Poi un contest a Natale nella mia piccola pagina FB dove risulta vincitore, e la partecipazione ad un concorso su un giornale on line ITODEI,  e ancora una vittoria. Il miracolo si compie: lettori comuni, non editor freddi e distaccati, amano come me Melodia, e le fiabe di Armando.
Sono felice, decido di pubblicarlo. Ne parlo con la mia casa editrice, si fidano di me. Io amo il carattere e la penna di Armando e lo sostengo in tutto, lui si affida e mi aiuta; insieme costruiamo un progetto, troviamo collaboratori eccezionali, Valentina D’urbano  per la grafica e David Nieri per l’impaginazione. Ne risulta una cover ipnotica e dolce, disegni grandi e curiosi da colorare, storie scelte con cura per insegnare la felicità anche nelle piccole cose; utili ad attraversare i dispiaceri della vita. Sentimenti puliti, amore per i particolari fiabeschi che sono nella comune realtà.
Melodia esce attesissima a Maggio 2012 e ha il giusto meritato successo.
Consola grandi e piccini, stupisce; fa rivivere emozioni dimenticate.  Attraverso un tam tam mediatico arriva in molte scuole, i bambini impazziscono per un poster corredato. Io come talent e editor di Armando sono soddisfatta e orgogliosa; ma come amica ancora di più. La felicità in due è meglio, e quella di Armando in realtà ormai è la felicità di migliaia di lettori.
Vi invito a comprare questo bellissimo libro e regalarlo, è un salto nella fantasia. Un gesto d’amore per l’anima.

Federica Gnomo T.

domenica 15 luglio 2012

Recensione a Inquietudini di cera, Gaetano Barreca




INQUIETUDINI di CERA
Di Gaetano Barreca


Chi mi conosce sa che le mie analisi sui romanzi sono passionali. Non mi dilungo troppo sullo stile o la forma, mi piace cogliere e riproporvi le emozioni che il libro nel suo insieme riesce a comunicarmi.
Mi sono avvicinata   al libro di Gaetano Barreca  con curiosità, perché ho avuto modo di conoscere l’autore per la sua esuberanza creativa che  discrepava un pochino dall’aspetto e dal titolo del romanzo. Questa  dicotomia non è insolita nei poeti, come poi ho avuto modo di capire leggendo.
Tornando al libro,  dal titolo e la cover, lo scritto si preannuncia elaborato e volutamente serio.
Uso questo termine perché  è proprio un senso di seria solitudine che mi ha colpito al principio e che mi è rimasta dentro per molte pagine, fino a una sorta di liberazione.  La storia di Icaro, che parte da ragazzino, è una storia triste, ma alla fine di ostinazione, di riscatto e illuminazione. Di voglia di volare con le sue emozioni e non aver paura di cadere e rialzarsi. Di gridare, di liberarsi da una gabbia anche reale, in cui ce lo consegnerà l’autore, anche fisicamente.
Leggendo ho collegato il titolo al mito delle ali di cera di Icaro e al personaggio. Cosa che al principio non avevo afferrato e che, per come è condotto il testo,  trovo suggestivo.
Illuminanti e superbe le parti poetiche del romanzo: le mie preferite in assoluto, che dimostrano una vena ottima  di Barreca soprattutto nell’emozionare attraverso pochi versi.
Bellissime e da coltivare,  magari inserite in romanzi anche più leggeri le descrizioni, o poesie in prosa che mutuano dal paesaggio all’animo e ci raccontano l’intimo dei personaggi.

Ora che le fragili foglie sono cadute dagli alberi
Ci sentiamo tutti un po’ più veri
Spogli da segreti da custodire
Che con taciturna gelosia
Immaginavamo impenetrabili
Che nessuno avrebbe potuto giudicare
Per farci sentire sbagliati,
 colpevoli.
Ecco l’inverno che  si rinnova, le foglie gialle e sopite si apprestano a gelare.


In tanta bellezza, una sola pecca. Questa  tendenza di Barreca  a lasciarsi trasportate dai pensieri interiori,  e la costruzione del romanzo attraverso lettere  e  ricordi, ha reso  un po’ difficoltosa la lettura. Ma d’alta parte non vuole essere un romanzo che si legge in fretta per sapere un fattarello, ha parti da ponderare bene, talvolta un po’ troppo dense, forse dettate dalla folla di emozioni da liberare, e comunque meravigliosamente poetiche.
Gaetano è un creativo fattivo, ha molta potenza interiore, in tutti campi e lo dimostra anche nel romanzo, consiglio di imbrigliarla un po’ e ordinarla per noi comuni mortali alternando fatti ed emozioni, senza caricare di altri espedienti costruttivi le sue storie. Perché veramente la parte poetica si inserisce bene e con naturalezza, e sarebbe un peccato confonderla  o dimenticarla per riagganciare la storia . Termino dicendo che io amo le storie interiori, e come in questo caso sofferte, i percorsi per l’autoaffermazione, ho letto quindi con piacere e scoperto un bravo e coraggioso autore poeta.

Federica Gnomo T.

venerdì 13 luglio 2012

Amici di carta in vacanza


Questa estate, come al solito, parto con qualche libro in carta e molto da leggere sul pc tra manoscritti e romanzi di amici.



Naturalmente porterò con me il  romanzo Mi chiamo Eddy,
 che molte mie amiche hanno chiesto di avere autografato. E che, con mio grande piacere, sta avendo successo proprio tra i ragazzi a cui è indirizzato e  tra le loro mamme. E' stato un salto nel buio: un libro ironico e sereno sulla scoperta dell'amore " diverso" che poi diverso non è per niente.



 Uno dei libri in carta che viaggia con me è Nescafè frappé, di un mio amico cestista, Mauro Corticelli, un tipo un po' sopralerighe. UNA STORIA DI ADULTITUDINE, speriamo che non mi deluda.


Terrò vicino,  con molta curiosità e un grande affetto anche il libro L'eredità dei corpi, di Marco Porru per Nutrimenti. Che già sò mi piacerà molto...


Naturallmente mi trascinerò in spiaggia l'antologia Il rosso e il nero, Diamond editore, dove sono anche io  con "Il bambino che baciava tutti",un racconto che è una ballata inquitante sulla limitatezza delle persone nell'accogliere le diversità, e  mi leggero gli altri colleghi con affetto e attenzione. Questo racconto lo trovate qui sul blog.