lunedì 24 ottobre 2011

Crostata di mele , crema e pinoli.

Questa ricetta , inventata da me , la dedico al mio amico il principe Armand che dice amare le crostate!
Un dolce rigido dal cuore tenero e molto bello da presentare.

Ingredienti: Pasta frolla distesa tonda, 4 mele royal gala, 4 cucchiai di zucchero, un pizzico di sale, panna liquida 250ml, due uova intere + un tuorlo,  50 g di pinoli e se piace uvetta sultanina

Procedimento:
Questo è un dolce facilissimo che può essere servito anche come dessert a fine pranzo perché morbido e dal cuore cremoso.
 Foderare uno stampo con i bordi alti di pasta frolla fresca del banco frigo, sbucciare e affettare 4 mele, tipo royal gala,  a spicchi sottili. Disporle a corona dentro la pasta frolla dall'esterno verso l'interno , cospargerle con un cucchiaio di zucchero e una spruzzata di limone, 50g di pinoli  facendo attenzione a mandarli ovunque e se piace anche dell'uvetta sultanina fatta rinvenire in un po' di cognac ed acqua. Frullare nel mixer ad immersione due uova intere e un tuorlo con tre cucchiai colmi di zucchero , un minipizzico di sale e un cartoncino di panna liquida da 250ml, che trovate vicino al latte fresco al supermercato. Ne verrà una crema fredda che metterete sopra le mele. Infornate tutto e cuocete per 40 minuti circa a forno leggero 180°, meglio se ventilato. Sarà cotta quando la crema sarà rassodata e in parte imbrunita e le mele affioreranno un po'.
Buonissima!

martedì 6 settembre 2011

Letture estive

Cari amici, questa estate non ho letto soltanto Eldorado, o i libri qui recensiti, dei miei amici e non , ho letto anche dei progetti editoriali e mi sono sparata questi titoli per varie ragioni.
UNA: cosa spinge una casa editrice a far concorrere un romanzo ad un premio? Da qui: " Nel mare ci sono i coccodrilli" "  di F: GEDA
"La vita accanto" di M.P. VALADIANO
"Proibito" di TABITHA SUZUMA

DUE: cosa crea un grande romanzo storico trasportabile in film, da qui : "Il ventaglio segreto"  di LISA SEE e " Il petalo cremisi e il bianco" di MICHAEL FABER.
Questi ultimi due sono affreschi di epoche  molto dettagliati, con particolari  a volte raccapriccianti e sempre elementi passionali. Deduzione: nelle fiction occorre la scena intesa come scenografia maestosa e dettagliata ,  personaggi che rimangano nel cuore e una storia a tratti morbosa, o cruenta , o comunque atta a scatenare la parte animale che è in noi.

A giugno 2011 è uscito il film
tratto da un romanzo di Lisa See (Fiore di neve e il ventaglio segreto, pubblicato nel 2005), sceneggiato da Angela Workman, Ronald Bass, Michael Ray, l’ultimo film di Wayne Wang (Il circolo della fortuna e della felicità, Blue in the Face, Smoke, Chinese Box, La mia adorabile nemica, Un amore a 5 stelle, Il mio amico a quattro zampe, L’ultima vacanza, The Princess of Nebraska, Mille anni di buone preghiere, Chinatown Film Project) è ambientato nella Cina del XIX secolo. Nella provincia dello Hunan le donne vivono nel più totale isolamento, obbligate, tra l’altro, a tenere i piedi bendati. Per sfuggire al loro destino di segregazione, hanno messo a punto, col tempo, un codice per comunicare tra loro: il nu shu, una scrittura segreta e ignota ai maschi, fatta di caratteri curvilinei dipinti o ricamati su ventagli e vestiti. Un linguaggio esclusivo, che contribuisce a creare un saldo legame tra le donne della comunità, legame reso ancor più stretto dalla pratica del laotong, vincolo destinato a unire a vita una coppia di bambine. Il ventaglio segreto racconta proprio la storia di due bambine legate dal laotong: Lily e Snow Flower. Sui primi tre ho opinioni diverse dalla massa.
Gentile, seppur vero e duro, il libro di Gedda. Gli darei un 8 e lo preferisco segli altri due.
Intenso, ma carente a tratti, seppur con trovate geniali, il secondo, mantiene un  7.
Coraggioso, ma con un finale scontato e pavido il primo:  mi ha deluso, seppure scritto bene. Mantiene solo un 7 per lo stile, ma non reggono molto i personaggi e il finale.
Parlerò di tutti più dettagliatamente.

domenica 4 settembre 2011

Recensione a "Eldorado" di V. Luxuria

Eldorado
di V.Luxuria
Ed. Bompiani


Sinceramente ho comprato questo libro per due motivi.
Primo volevo leggere qualcosa di questa autrice  "sopralerighe", perché l’ho sempre ritenuta una donna ironica e pure colta essendo laureata.
Secondo mi aveva interessato l’idea: l’Eldorado, luogo di incontro e spettacolo dei gay in epoca  nazista a Berlino, quindi mi immaginavo un romanzo con molti elementi storici e abbastanza impegnativo.

Devo dire che in tutte e due le aspettative mi sono ritrovata delusa.
La storia è più che altro incentrata su Raffaele il protagonista , e il suo mondo di amici e parenti, con continui stacchetti di avanspettacolo e battute perché lui in effetti è un attore gay che interpreta nonna Wanda.
Questa ironia , talvolta carina , anzi comicità, è sempre presente in tutte le pagine anche le più crude.
Alleggerisce molto il romanzo ma devo dire che a me ha disturbato parecchio.
Lo ha subito, e per  sempre incanalato in una sorta di romanzo comico  quando  in origine non voleva esserlo ( lo si evince dal  tema che l’autrice voleva trattare: la deportazione e lo sterminio di massa dei gay).

Si deve arrivare almeno oltre cento pagine per trovare i primi accenni all’Eldorado e alla storia centrale che comprende i due amici di Raffaele: Franz e Karl. Due travestiti che si esibivano con lui in un numero al locale, e che mi hanno tanto ricordato le sorelle Bandiera nazionali, togliendo originalità alla storia.
In realtà anche questa amicizia  è di breve durata, due sere appena perché Raffaele sostituisce una certa Ursula scappata, e di cui non si sa più niente, e subito dopo il locale viene chiuso e loro imprigionati.
Tutta questa parte è troppo superficiale e poco approfondita. Dai personaggi e la loro interiorità, al locale stesso, di cui in pratica non sappiamo niente.
L’autore sembra prendere un fatto storico , fare una breve ricerca e volerne tirare fuori un romanzo, mettendoci un paio di capitoli brutali anche su Auswitz, quando tratta della morte dei due amici. Ripeto però tutto troppo superficiale, scontato e banale. Compreso il finale e oserei dire inutile anche l’inizio.
Insomma un romanzo che parte da una buona idea, la quale non è sviluppata; la storia      viene fuori  scoordinata, tenuta appiccicata con espedienti deboli, superficiale anche nel trattare la tematica gay, anche difficile da immaginare  se non fosse per i nostri personali ricordi sugli orrori della guerra e del razzismo.
Ovvia, banale, e che non apre nessuno squarcio nuovo o polemico  sull’epoca.
Peccato, con gli agganci , la possibilità di fare ricerche e la mente frizzante di Luxuria, poteva venire fuori un bel romanzo.
 Credo che l’autrice non si sia affidata a un buon  editing ,  perché queste lacune saltano agli occhi anche dei profani. A meno che lo staff non abbia talmente sottovalutato i lettori, relegandoli ad una serie b, da pensare che si accontentassero di un romanzetto furbetto che cavalcasse l’onda del personaggio e l’interesse al mondo gay.
Naturalmente questa è solo la mia personalissima  opinione.

F: GNOMO

mercoledì 31 agosto 2011

Ritorno da una vacanza bollente!

Salve truppa di lettori scrittori sopralerighe,
sono tornata da una pseudovacanza fatta solo di fatica, caldo , zanzare, vediamoci da me e da te ,  da loro. Tutti portano qualcosa , e io cucino tutti i santi pomeriggi  qualcosa di speciale peggio che a casa...
Meglio il caldo secco della mia stanzetta tra i meloni dell'ultimo raccolto,  o il fresco del mattino alla tastiera, mi concentro e scrivo, anzi non mi concentro proprio, visto quello che scrivo. Comunque sto meglio a casa!
Non voletemene amici marini, ma tra tutte le cene, cucinate e inevitabilmente pappate,  mi avete fatto bollire, ingrassare, stancare, e ora ho pure i sensi di colpa.
Non mi potevo tappare la bocca?
Naaaaaaaaaa...
Quella si offende e il marito mi fotografa grassa come un maiale, insieme al porceddu! Uff!
Vabbè, anche questa estate è quasi finita, anche se farà caldo ancora per molto. Sia politicamente che metereologicamente.  Gli italiani sfogano col  sesso le fregature della manovra: quello ancora non è tassato.  Ed esultano: vedranno le partite, hanno tolto il contributo di solidarietà ai calciatori, finito lo sciopero! Ci si pagheranno una notte in più  di champagne e discoteca. Mentre io penso che sono andata  in vacanza, condannata  a   cucinare tutte le sere per andare da me , da te, da loro, bevendo al massimo  il chinotto e la birra,  che fanno tanto vintage.

giovedì 21 luglio 2011

IL PURGATORIO dello scrittore / di F. Gnomo


Cari scrittori lettori buongiorno, visto che ieri il tema della permanenza del titolo in esposizione in libreria vi ha infervorato, oggi rispondo a chi giustamente dice che il titolo permane sulle librerie on line anche anni. La faccenda sarebbe lunga e tirerebbe in ballo ,  il magazzino e il macero programmato, ma la voglio sorvolare parlando solo della visibilità e della vendita. L'on line è la salvezza di ogni piccolo autore e la sua contemporanea condanna. Le piccole case promettono che lo venderanno on line , le grandi lo terranno anni  on line, e lui a meno che non si dia da fare da solo a farsi pubblicità e vendere attraverso l'on line non farà grandi numeri. Non parlo dei FENOMENI, quelli che giustamente vendono per bravura, pubblicità da parte dell'editore,  titolo azzeccato , ecc,  parlo degli autori normali, esordienti o non. Questi solitamente sono lasciati soli a se stessi, e se non rimediano( come non rimediano!) interviste su giornali, articoli su settimanali, passaggi tv , o fiere nazionali, nessuno li va a cercare su internet. Rimediare anche da case ed. grandi con cui lavori da anni questa VISIBILITA' è difficilissimo, credete. Vi rimangono gli amici, i parenti, internet FB, il blog e qualche santo sito per autori con recensioni. Quindi l'on line è il PURGATORIO dell'autore, il PARADISO è la pubblicità e la visibilità in ogni settore, col il testo di piatto in libreria, L'INFERNO l'editore scorretto, che non distribuisce e vende l'autore solo sul suo sito.

mercoledì 20 luglio 2011

INCUBI EDITORIALI di F. Gnomo

Cari scrittori lettori anche io come voi ho amici che hanno pubblicato, o titoli di cui vengo a conoscenza dopo mesi che sono usciti.
Per non parlare di una esperienza diretta in famiglia.
Ora , come ben sapete , quando tutti contenti avete dei soldini e andate in libreria , al 90% ,se non si tratta di nomi arcinoti, vi sentirete dire che il titolo è esaurito, o lo dovete ordinare.
Allora mogi mogi ve ne tornate a casa ,  pure un po' imbestialiti perchè avevate parcheggiato bene. Non potete toccate il testo...saggiarlo, leggere la quarta , giudicarlo a pelle come una donna o un uomo. LO DOVETE ORDINARE. E che è un caffè al solito bar?
Allora  a casa  ve lo ordinate su internet almeno beccate pure qualche sconto.
Ora io dico: LIBRAI , avete il problema del numero dei titoli ma avete la resa facile, perchè non dare più spazio e tempo agli autori medi o esordienti. Almeno nei loro luoghi...Io non conosco  i costi, ma se un libro uscito un mese fa già me lo devo ordinare , me lo ordino a casa.
Proprio stanotte avevo questo incubo che poi ho ritrovato in un articolo apparso su Repubblica della Lipparini: la bolla dell'editoria, oggi in prima di Cultura.  Pensavo con orrore all'INTROVABILITA' dei titoli.

La permanenza del titolo in libreria per massimo un mese è un GRAVISSIMO problema. Se non si è un big, non si avrà mai il tempo di uscire fuori piano piano , come succedeva in passato, col passaparola. Oggi è tutto accelerato e il libro è trattato come un peiodico da edicola. Gli autori che  hanno faticato per scrivere si ritrovano che , alla meglio, il titolo una volta esaurito neanche viene riassortito e non lo trova neanche più chi vuole leggerlo.  Se non esaurito perchè invisibile torna indietro in breve tempo. E' un circuito perverso che NUOCE fortemente agli autori, oltre che agli editori piccoli. I librai hanno un ruolo importantissimo , che spesso viene sottovalutato. non c'è formazione, nè informazione da parte dei distributori. Ci vorrebbe una grande collaborazione e sensibilità, ma la molla unica del guadagno non lo ammette.  La vedo dura anche per la concorrenza su internet, ma almeno lì...i titoli durano più a lungo.Siamo in un periodo di mutazione, è chiaro. Ci sono tante opportunità, troppe. Pubblicare non è più il fine, il fine è farsi notare in un mare di titoli, e restare a galla...

domenica 17 luglio 2011

MANNA, MIELE, FERRO e FUOCO" di G. Torregrossa

Federica Gnomo recensione sulla bacheca di Giuseppina Torregrossa

Ho appena finito di leggere "manna,miele, ferro e fuoco". Mi è piaciuto tantissimo come già a suo tempo "il conto delle minne". Apprezzo di lei la costruzione delle frasi, la poeticità, le inserzioni dialettali che la fanno assomigliare ad un romanzo verista. Mai scontata , sempre coinvolgente e a tratti ironica, arricchisce questo romanzo di un'aurea misteriosa e fiabesca. Anche la sensualità è usata con sapienza. In un panorama desolante, dove leggono molte donne e poche pubblicano; dove si trovano editori pronti a scommettere solo su gialli o fantasy, un vero romanzo dolce e femminile, scritto da una donna italiana che comprende le donne, è una vera delizia. Grazie di scrivere.

Giuseppina Torregrossa :wow, grazie federica del commento generoso e dettagliato

Mi ha risposto una delle mie autrici preferiteeeeeeeeeeee!!!!
Sono soddisfazioni!