domenica 3 marzo 2013

Il racconto hot della Domenica. L'ULTIMA NOTTE, F.Gnomo Twins

                                        




 Racconto Finalista selezionato da BRAVI AUTORI:
 Antologia erotica “69 orizzontale”  pubblicato Maggio 2012

L’ULTIMA NOTTE
Di  F.Gnomo Twins

   «Non hai paura?» mi domanda mentre le sue dita gelate, improbabili, mi sfiorano le labbra e mi fanno ammutolire. Non rispondo; non posso, o non voglio. Non ha importanza. Lei mi trascina con sé.
   Abbandono il cappotto sulla sedia, non ho freddo, e non mi serve. Lascio me stesso dentro la sala, e solo il lupo dal cuore di bambino attraversa la strada nell'alba con lei. Abito leggero che lascia al vento le carezze che io vorrei darle. Emozione ci divide e ci incatena. Lei arruffa il pelo dell'anima libera e selvaggia che è in me. Un muro, un muro scrostato, un angolo buio, e non resisto; la faccio fermare... Il sesso dolente reclama dolce tortura, la sua mano inizia a scorrere sui miei fianchi.
    «Pazzo, non puoi aspettare?» mi dice mentre accosta le labbra e divora quello che sarà il suo pasto, quel giorno.
Non ho la forza di parlare.
   Sento che morde le labbra e mi fa sanguinare, lecca. Bacia. Poi le sue dita gelate slacciano la camicia e percorrono i muscoli del petto e della pancia. Graffia leggermente, solletica, tasta; prova la mia resistenza. E scende verso il mio sesso.  Scende inesorabile, mentre ormai mi gira la testa e vorrei solo non averla mai incontrata.

   Il mattino dopo mi trovano per strada. Addormentato, mezzo nudo; assiderato, in realtà. I miei amici, allarmati dai lividi ai lati delle labbra, mi portano al pronto soccorso. Non ho nulla, solo qualche ematoma, strane impronte di denti, febbricola e glande molto arrossato. Firmo ed esco. Lascio il posto a chi sta male davvero e non ha solo morsi, come i miei, sulla pelle. 
   «Ma chi hai incontrato ieri sera?»
Qualcuno  fa una battuta; mi riportano a casa. Vorrei raccontare cosa ho vissuto, ma nessuno mi crederebbe, e forse ho sognato. O ero solo un po’ sbronzo; la sera dell’ultimo dell’anno può capitare.
Però un sogno non lascia abrasioni, e lei ha graffiato forte, e ha lasciato impronte ovunque. Segni che non riesco a guardare. Che bruciano. I più profondi sono sul  cuore. Non riesco a dimenticarla. Mi ha stregato, come se da quei graffi fosse passato il veleno che mi ha infettato.
   La sera stessa desidero tornare in quel punto preciso dove il muro rotto inquadra la luna, la divide in due e la spacca come una noce.  Spero che ritorni, che abbia voglia di finire di uccidermi del tutto. Da ieri notte infatti mi sento diverso, come se avessi due vite, e una parte di luna mi appartenesse mentre l’altra, la sua, mi stesse aspettando.
   Mi siedo sul marciapiede e guardandomi intorno da lontano vedo correre verso di me un lupo solitario.  È lei! Ne ho come il presentimento, anzi ne sono sicuro e non ho timore.  Mi si avvicina. Lo sguardo umano precede la mutazione nella donna che ho conosciuto.
   «Non hai paura?» mi chiede di nuovo, con la stessa identica voce della sera precedente.
   «No» rispondo deciso,« ti ho desiderato tutto il giorno fino a stare male, e ora non ho paura».
Lei allora annuisce. Mi prende per mano, mi sorride. Le si illuminano due occhi di ghiaccio che mi fanno girare la testa di nuovo.  Mi bacia  e io mi sento rabbrividire,  e poi farmi di fuoco, mentre si sprigiona una grande potenza che mi trasforma nel lupo che sento dentro di me. Il cuore accelera e pulsa fino a toccare le ossa del torace.
   «Non mi sbagliavo» mi dice, mentre riprende le sembianze di quel lupo che avevo visto.
Ci uniamo così, selvaggiamente, senza provare emozione, ma solo istinto.  Non posso credere che sia vero. Stavolta la mordo io sul collo, e lei geme. Geme alla luna con un ululato che solitario giunge alle mie orecchie.
   Al mattino sono di nuovo umano. Ricordo di aver amato un lupo nella notte e di aver corso con lui fino a crollare. Solo.
   Torno a casa che inizia a nevicare, cammino a lungo, quasi perso perché mi sono allontanato e il paesaggio bianco mi confonde. Sto male. Come un drogato in astinenza sudo freddo e la desidero. Parte di me vorrebbe rivederla, parte di me inizia a temere questa attrazione. Lei è scomparsa senza lasciare tracce, neanche da seguire,  e io mi sento pazzo. Gocce di delirio liquido, fredde mi trasudano dalla fronte.
   La notte dopo, la terza. Quando ormai la bramo sia come umano che come lupo, lei torna al solito posto dove io già l’aspetto.
   «Non hai paura?» mi chiede di nuovo. Bellissima, più attraente del solito, con occhi scintillanti contornati di nero, e lame di coltello al posto degli artigli.
   «No» rispondo ancora.
   «Eppure stasera una parte di te dovrà morire» mi dice.
   «Non ho paura…»
   «Sei uomo e lupo. Dovrò scegliere quale parte sacrificare…»
Comprendo il suo discorso, ma non ho timore. Come se l’avessi sempre saputo, come se fossi destinato.
L’ultima notte al mondo come umano, o come lupo.
   «Dovrò scegliere la parte migliore, quella con cui vivere».
   Detto questo, inizia a saettare con le lame e taglia ogni centimetro dei miei indumenti riducendoli a strisce sottili, le lascia portare via dal vento. Poi si getta su di me. Mi trovo spalle al muro, le sue unghie, lamine d’argento, conficcate nella pelle, mi bloccano.  Lei   lambisce ogni piega  del mio corpo, le dita cercavano di insinuarsi ovunque, strisciando. I denti affondano intorno ai capezzoli.  Morde famelica, e il sapore del sangue la eccita. Io sento la vita scorrere via tra quei morsi, eppure pulsare interamente intorno mio sesso.  Scende fino all’inguine e inizia a leccare e percorrere interamente il mio membro.  Allungo le braccia, voglio toccarla, guidarla. Ma stranamente sono immobile, come stordito, lei  mi sottrae ogni forza.  Proprio mentre la desidero, e sento di stare per esplodere nel piacere che le sue labbra mi provocano, mi accorgo di essere un lupo. Lei si blocca e cede il comando al lupo; come la seconda sera si lascia prendere da me. La penetro. Due lupi grigi nella notte, uno con cuore impavido, cuore di bambino. Lei donna a metà.
Poi il buio cala su di me.
   La mattina dopo mi sveglio uomo. Nudo, con accanto lei. Siamo nel mio letto. Siamo nella mia casa.
La mia donna, la mia casa.
La bacio, l’accarezzo. Non scompare con l’alba.  È luce rarefatta che si rapprende in morbida pelle rosa.
Delirio lucido, mi diagnosticano, quando descrivo la mia donna, e come l’ho incontrata.
Nessuno la vede.
   Sono anni ormai che mi considerano pazzo.  
   Sono anni che un  lupo grigio con occhi di ghiaccio nelle notti di luna piena viene a trovarmi.     
Corriamo insieme fino a stancarci per poi fare l’amore.
E stanotte, a quanto dicono tutti, sarà l’ultima…davvero.

FINE

sabato 2 marzo 2013

Home Sweet Gnome: vasetti romantici


Care lettrici è Marzo e viene voglia di piantine. Se non avete un giardino e il verde in casa non avete tempo di curarlo, vi consiglio le piante grasse. Estremamente robuste e facili da mantenere, se sarete attente a non fradiciarle con troppa acqua, vi daranno grandi soddisfazioni. Potete creare un angoletto romantico  ricoprendo i vasi di coccio, anche spaiati,  con vari merletti di cotone che si comprano in merceria a pochi euro. Ricordatevi soltanto di prendere il diametro esterno maggiore del vasetto e abbondare circa un centimetro, poi sbizzaritevi ricoprendo anche altre parti. Più varierete le piantine e i vasi, i merletti e i rivestimenti, più il vostro angolo sarà carino. Lo potete costruire nel tempo, andrà bene per una Casa Romantica.

martedì 26 febbraio 2013

La dieta del minestrone per scrittori in odore di presentazioni

Cari amici scrittori, lo so, qualcuno di voi ( tra cui io!) guardandosi allo specchio e pensando che a breve inizierà il periodo delle fiere dei libri e delle presentazioni vorrebbe poter mandare una controfigura.
Ebbene non perdiamoci d'animo e cominciamo da subito a perdere qualche chiletto. Naturalmente ci dobbiamo mettere in testa di camminare almeno mezzora al giorno a passo svelto e andare dal dietologo; se le finanze da scrittori non ce lo permettono, usando il buonsenso che ci distingue, hem...speriamo, possiamo provare una serie di diete, ognuna delle quali sicuramente ci farà perdere due chili subito e la perseveranza dopo due gg. Attrezziamoci pertanto con un santo partner che ci lodi e ci sopporti.
Io attacco con questa, perché ho freddo e la roba asciutta e scondita non la sopporto.
Naturalmente la finirò presto... prevedo domani. Ve la giro per curiosità, ma ripeto è da fare sotto controllo medico.




LA DIETA del MINESTRONE (gentilmente mutuata da Dire Donna)

La dieta del minestrone è una delle diete che almeno una volta nella vita tutti provano, perché è efficace, semplice da seguire e nel giro di pochissimi giorni permette di perdere 5 Kg, e se prolungata di poco anche fino a 7 o 8 Kg.
Non è consigliata oltre la settimana perché ipoproteica, però depura. Naturalmente è difficile per via delle nostre cattive abitudini radicate.Bisogna inoltre bere almeno un litro e mezzo di acqua al gg e sospenderla se si dimagrisce troppo in fretta o per niente, in tal caso il peso dipende da altri fattori (ormonali, ritenzione, ecc), anche se si avvertono giramenti di testa bisogna sospenderla e comunque è consigliato sempre chiedere prima  al proprio medico se si può iniziare. Lui vi controllerà la pressione e vedrà se avete malattie che la sconsigliano.
Ricetta minestrone light invernale:
La ricetta light del minestrone, pietanza base di una dieta dimagrante che deve essere preparata soprattutto con gli ortaggi della stagione invernale.
Ingredienti per 2 giorni :
  • Porri o cipolle6
  • Cavolo verza grande o broccolo verde1
  • Rape bianche4 o 5, in alternativa un finocchio
  • Pomodoro pelato1 barattolo
  • Dado vegetale
  • Spezie e aromi a piacere.
Bisogna tagliare le verdure in pezzi piccoli, inserirli in una pentola con del dado vegetale e ricoprire le stesse con acqua.
Aggiungete al preparato un po’ di sale, portate a ebollizione e lasciate sul fuoco per circa due minuti a fiamma alta. Successivamente abbassate la fiamma e fate cuocere lentamenteper circa 30 o 40 minuti, in base alla densità desiderata.
Spegnere, servire caldo.


Primo giorno
Colazione: caffè o tè; mele e pere
Spuntino: succo di frutta non zuccherato
Pranzo: minestrone; mele
Merenda: succo di frutta non zuccherato
Cena: minestrone; pere
Variante: le mele e le pere previste possono essere sostituite da frutta a scelta, escluse uva e banane, che può essere anche cotta o in scatola senza zuccheri aggiunti.
Secondo giorno
Colazione: caffè
Spuntino: tè
Pranzo: minestrone; bietole e cicoria o indivia e broccoletti cotti oppure radicchioverde
Merenda: tè o caffè
Cena: minestrone; 200 g di patate lesse con 10 g di burro
Variante: le patate con il burro possono essere sostituite da 350 a di funghi cucinati con 2 cucchiaini di olio extra vergine di oliva.
Terzo giorno
Colazione: tè o caffè; pere e ananas
Spuntino: succo di frutta senza zucchero
Pranzo: minestrone; carote e carciofi crudi o cotti
Merenda: succo di frutta senza zucchero
Cena: minestrone; peperoni, melanzane e zucchine alla griglia
Variante: le pere e l’ananas della colazione possono essere sostituite da frutta a scelta (escluse uva e banane), che può essere anche cotta o in scatola senza zuccheri aggiunti.
Quarto giorno
Colazione: cappuccino preparato con 200 ml di latte scremato; banane
Spuntino: tè o caffè
Pranzo: 200 g di yogurt magro; una banana
Merenda: tè
Cena: minestrone; un frappé preparato con 200 ml di latte e una banana
Variante: i 200 g di yogurt del pranzo possono essere sostituiti da 150 g di ricotta o da 120 g di mozzarella o di gorgonzola o di caciotta.
Quinto giorno
Colazione: caffè
Spuntino: tè
Pranzo: 300 g di pesce al vapore (merluzzo, sogliola, nasello); pomodori
Merenda: tè
Cena: minestrone; 200 g di pesce alla griglia (orata, spigola, rombo)
Varianti: a pranzo i 300 g di pesce alla griglia possono essere sostituiti da 300 g di calamari o seppie alla griglia; a cena i 300 g di pesce alla griglia si possono sostituire con 150 g di tonno al naturale o con 100 g di salmone affumicato
Sesto giorno
Colazione: caffè
Spuntino: tè
Pranzo: una o 2 bistecche di vitellone o manzo alla griglia; zucchine e finocchi al vapore
Merenda: tè
Cena: minestrone; 300-400 g di pollo arrosto senza pelle
Variante: a cena al posto del pollo arrosto si possono mangiare 250 g di tacchino arrosto.
Settimo giorno
Colazione: caffè
Spuntino: succo di frutta senza zucchero
Pranzo: 150 g di riso integrale con verdure a piacere; asparagi, cipolle e carote al vapore
Merenda: succo di frutta senza zucchero
Cena: minestrone; barbabietole e cetrioli
Varianti: a colazione si possono aggiungere 2 fette biscottate integrali con 2 cucchiaini di marmellata senza zucchero.
Nella fase di mantenimento di questa dieta vanno reintrodotti a poco a poco i carboidrati e le proteine e va mangiata molta frutta e verdura.

lunedì 25 febbraio 2013

IN CUCINA CON LO SCRITTORE, Lucilla Leone, Indio


Interviste culinarie di Federica Gnomo

Oggi salutiamo e ringraziamo per averci aperto la porta della sua cucina l‘autrice Lucilla Leone, una giovane mamma scrittrice, attenta a far mangiare bene la sua famiglia.  Indio,  che è un po’ il suo terzo figlio, è in uscita in questi giorni per  Edizioni R.E.I ed è il suo romanzo d’esordio.

Prima di cominciare a parlare di cibo e ricette, vuole parlarci un po’ di come è nato Indio?
        Indio è nato in un particolare momento della mia vita. Ero in pausa dal lavoro per la mia seconda maternità, e avevo un po’ di tempo a disposizione per pensare, il che per me non è cosa positiva al 100%. Quando penso sono catastrofica. Infatti ho iniziato a maturare dentro di me un forte senso di rivalsa, per ciò che avevo sempre sognato e non ero ancora riuscita a fare, che unito alla rabbia per la perdita del mio lavoro ma anche a tanta tanta necessità di sentirmi appagata professionalmente, mi ha fatto ‘partorire’ per la terza volta: e così è nato INDIO. Una storia che amalgama amore, suspence, pregiudizio razziale, magia nera, avventura e tanto  altro ancora. Un romanzo che spero appassionerà i lettori, lasciando qualcosa dentro ognuno di loro. Per ora ne sono più che soddisfatta, ricevo molti complimenti e splendide recensioni, e per uno scrittore non c’è soddisfazione più grande!

La prima domanda di rito in questa bella cucina è: le piace mangiare bene? E cucinare?
Mi piace moltissimo mangiare bene, e sono brava a cucinare. Non amo stare ore davanti ai fornelli, se potessi avere dei cuochi ne farei magari anche a meno, spesso e volentieri. Ma questo forse perché in generale sono piuttosto stanca per i vari impegni giornalieri, e quindi cucinare può diventare a volte pesante, soprattutto la sera. Però ho questo pregio, pur non applicandomi particolarmente all’arte culinaria, riesco comunque a cucinare molto bene.

Lo fa per dovere o per piacere?
Lo faccio sicuramente in gran parte per dovere, ho una famiglia, e si sa che la mamma cucina, a meno che non ci sia un collaboratore domestico. Ma non posso negare una buona parte di piacere quando sedendomi a tavola, poi vedo tutti mangiare gustosamente, mio marito di buona forchetta e i miei due figli.

Invita amici o è più spesso invitata?
Né l’uno e né l’altro in effetti. Gli impegni non me lo permettono, però tra le due cose forse accade più spesso che sia io a essere invitata.

 Ha mai conquistato amici o un uomo cucinando?
Mio marito, continuamente… Se devo addolcirlo o se voglio che sia creta nelle mie mani, allora cucino quello che preferisce, dalla parmigiana agli spaghetti alle vongole… Ci vuole anche un po’ di furbizia nel matrimonio, no?
Sinceramente concordo!

Vivrebbe con  un compagno che non sa mettere mani ai fornelli?
Mio marito si sa cimentare quando vuole, e questo torna davvero utile quando a volte sono costretta a dividere i vari compiti in casa. Più di una volta si è proposto di aiutarmi cucinando, e con buoni risultati. Ma credo che anche se non fosse capace, non sarebbe un problema.

Quando ha scoperto questa sua passione?
Nel mio caso non è proprio una passione, ma un piacere da riscoprire molte volte. Comunque credo di averlo scoperto quando io e mio marito, da fidanzati, girammo l’Italia e assaggiammo le varie cucine. Allora capii davvero quanto sia meravigliosa e variegata la cucina italiana!

Ci racconta il suo primo ricordo legato al cibo?
Quando feci il mio primo tiramisù, avevo circa diciotto anni e mio fratello, che ha qualche anno più di me, ne mangiò una teglia per 6 persone in un pomeriggio… Poi da quel giorno non faceva che chiedermi tiramisù a go-go, e per lui è rimasta la cosa migliore che io sappia preparare, insomma un ‘dolce leggendario’.
In effetti è uno dei dolci italiani più conosciuti e apprezzati al mondo.

Ha un piatto che ama e uno che detesta?
Io sono un po’ come il gatto Garfield: lasagna tutta la vita! E pollice in giù per pasta e fagioli!

Un colore dominante proprio di cibi che la disgustano?
Credo che se vedessi molto grigio in un piatto mi sentirei male…

Quando è in fase creativa ha un rito scaramantico legato al cibo? Prende caffè? O tè, una bibita speciale per stare fermo a scrivere?
Sì, a meno che non sia sera, bevo assolutamente un buon caffè! Niente di meglio per me!

Scrive mai in cucina?
Sì spesso, al tavolo della sala da pranzo, e la sera a volte è piacevole quando sono rimasti nell’ambiente i profumi della cena da poco consumata.

Altrimenti dove ama scrivere? e a che ora le viene più naturale?
Forse preferisco la sera, perché è l’ora in cui scrivo la maggior parte delle volte, quando sono libera, è tutto fatto e i miei bimbi dormono. Amo scrivere nella cameretta di mio figlio, al suo tavolo, quando lui è ancora nel lettone di mamma e papà, oppure in sala da pranzo, non avendo uno studio dove farlo.

 Si compra cibo pronto ( tramezzini, pizza, snack) o si cucina anche quando è molto preso dalla scrittura?
Non compro mai questi snack, non è una mia abitudine. Magari rimando il momento del cibo finché la vena creativa del momento non si esaurisce.

Che tipo di cibo desidera di più quando scrive ed è preso dal suo lavoro? Salato o dolce?
Di solito preferisco il cibo salato, mi piace molto poco il dolce.

Ha un aneddoto legato al cibo da raccontarci? O una cosa carina e particolare che le è accaduta?
Sì, la prima volta che portai mio marito al ristorante cinese, molti anni fa. Lui venne soltanto per amor mio, ma era molto contrariato. Appena  gli servirono spaghetti fritti, fu talmente inorridito che rovesciò il piatto sul tavolo, si alzò di scatto e mi disse arrabbiatissimo “Ma tu mangi questa roba? Io me ne vado!”. Andammo via subito, tra gli sguardi di tutti. Naturalmente non ce lo portai più, poi persi l’abitudine di andarci anche io.

Lei è una scrittrice di romanzi, quando esce a cena con i suoi figli o amici  che tipo di locale preferisce? E quando esce con suo marito?
Se ci sono i miei figli è preferibile un luogo su misura anche per loro, che magari abbia un parco con dei giochi, o una sala ricreativa. Deve comunque essere un buon ristorante. Con mio marito, l’importante è che si mangi bene, non che sia particolarmente elegante, ma che sia pulito e il cibo ottimo. A volte si trovano anche dei piccoli ristorantini di paese che sono fantastici!

Cosa tende a ordinare in un locale  per festeggiare una pubblicazione? 
Il finger-food mi sembra indicato, e se ben fatto, è davvero ottimo e ricercato!

Nelle sue presentazioni offre un buffet? Pensa sia gradevole per gli ascoltatori intervenuti?
Tende a fare un aperitivo con due olive e patatine o a offrire quasi un pasto completo
No, preferisco un aperitivo. Deve essere un discreto accompagnamento per l’evento, e non diventare l’evento stesso! Un momento piacevole dove assaporare, degustare e chiacchierare un po’.

Ha mai usato il cibo in qualche storia?
Ad esempio in  “INDIO” ci sono passi che ricordano cibi o profumi di cibo?
Il cibo è mai protagonista?
In Indio si parla più di una volta del cibo, in un passo viene addirittura sottolineato quanto la protagonista amasse mangiare bene e quanto questa sua affinità con il cibo piaccia in modo particolare al protagonista maschile, innamorato di lei.

“INDIO” a che ricetta lo legherebbe, e perché?
Un piatto nordico, qualcosa che scaldi molto dal grande freddo. In un capitolo viene citato ‘lo stufato di manzo’ che ho mangiato una volta sola in un ristorante americano di Roma. Nel libro viene preparato dalla nonna di Allyson, la protagonista, e per me sta a simboleggiare una certa tradizione e un calore particolare che solo il focolare domestico può dare. Questo è un piatto che secondo me rappresenta il mio libro, sicuramente.

Per concludere ci potrebbe regalare una sua ricetta? Quella che le riesce meglio?

LASAGNA CLASSICA
Per 6 persone:
Preparare il sugo di ragù di vitella con due bottiglie di passata e insaporito con odori (soffritto di cipolla sedano carota e macinato vitella, che va aggiunto l’ultimo minuto,  con due dita di vino bianco), sale  e  qualche foglia di basilico dieci minuti prima di spegnere il fuoco. Il sugo deve cuocere un’ora, non deve essere crudo (magari in cottura aggiungere 2 bicchieri d’acqua).
Preparare la besciamella con 300 g di burro da sciogliere in un pentolino, poi a freddo, versare sopra circa tre cucchiai di farina e mescolare fino ad ottenere una crema omogenea. Rimettendo il pentolino sul fuoco versare lentamente un litro di latte parz. scremato. Mescolare senza sosta fino alla consistenza di una crema e due minuti prima di spegnere, grattugiare abbondante noce moscata.
Preparare quattro bocconcini( fiordilatte) in una terrina tagliati a dadini piccoli (dopo averli fatti scolare).
Accendere il forno e preriscaldarlo. Prendere una teglia per 6 persone, versare uno strato di sugo e poca besciamella, sistemare con cura le lasagne secche (ne servono circa 250g per 6 p.), versarci sopra il sugo, senza eccedere, ma curando di coprire gli angoli delle lasagne, poi la besciamella, i dadini di mozzarella e infine il parmigiano reggiano. Ripetere per altri tre strati, cercando di abbondare leggermente di tutti gli ingredienti sullo strato superiore. Infornare a 180° per 40-45 minuti. Et voilà!
Buon appetito.


Quale complimento le piace di più come cuoco?
Anche se non viene espresso il gradimento con le parole, mi basta vedere che si svuotino i piatti!
E come scrittore?
Quando mi dicono ‘Il tuo libro mi ha emozionato!’

Che frase tratta dalla sua opera o dalla sua esperienza di scrittore possiamo portarci nel cuore uscendo dalla sua cucina?
Una frase del grandissimo D’Annunzio, a me particolarmente caro per le mie origini pescaresi:
“Scrivere è per me il bisogno di rivelarmi, il bisogno di risonare, non dissimile dal bisogno di respirare, di palpitare, di camminare incontro all’ignoto nelle vie della terra”.

Grazie per la sua disponibilità                                                                            




sabato 23 febbraio 2013

Home Sweet Gnome: barattolini sale e pepe




Cari amici, oggi voglio iniziare un nuovo appuntamento creativo: Home Sweet Gnome.
Gli gnomi si sa sono piccoli, risparmiosi e industriosi, quindi, visti anche i tempi di crisi e la sensibilità nuova nel riciclare e non sprecare, io per non smentirmi vi posterò foto di recuperi carini e originali di oggetti che potrete trovare dal rigattiere o magari avete in casa.
La regola sarà: solo cose di buon gusto, utili e divertenti, facili da realizzare. Adatte, di volta in volta, a diversi stili di case, perché, ricordate, non è mai sbagliato un oggetto in sé  ma il suo abbinamento all'ambiente che lo circonda.Io cercherò di suggerirvi la giusta applicazione.
Saranno spunti che voi potrete anche migliorare, secondo le vostre necessità.
Sale Pepe da barattolini
Ambiente adatto: Cucina Country


Spesso ci regalano dei piccoli barattolini contenenti spezie o marmellate, di solito con forme e coperchi graziosi, ebbene basterà tenerli a bagno in acqua calda e sapone per togliere le etichette e poi forare i coperchi e creare dei contenitori che andranno bene anche per peperoncino in polvere, oltre che pepe e sale. 

giovedì 21 febbraio 2013

TEA for TWO: Torta di carote e mandorle, un classico adatto agli intolleranti al lattosio



Io amo questa torta che è anche adatta agli intolleranti al lattosio
essendo priva di latte e burro.
Si conserva morbida ed è facile da preparare, 
basta avere un bel bicchierone e un buon mixer tritatutto. 


Ingredienti (per 4 persone):
 

300 gr di farina 00
300 gr di carote
1 bustina di lievito vanigliato per dolci
3 uova

60 gr di mandorle sgusciate e pelate
Mezzo bicchiere di olio di semi di girasole
170 gr di zucchero
Zucchero a velo per decorare

Preparazione:


La prima cosa da fare è lavare le carote, pelarle e farle a pezzi

in un contenitore tipo bicchierone.
Frullarle col mixer. 
Dopo averlo fatto, toglietele e ponetele in una ciotola,
sempre nel bicchierone tritate le mandorle
e riporle dentro la ciotola insieme alle carote.
Intanto con le fruste elettriche montare le uova
e lo zucchero dentro un’altra ciotola.
Poi versateci la farina, le carote, le  mandorle,  il lievito, 
mezzo bicchiere
d'olio di girasole e amalgamare bene il tutto. 
Prendere una teglia, imburrarla e infarinarla prima di 
versarvi l’impasto e poi infornare a 180°per mezzora.
Trascorso questo tempo, abbassare la temperatura
a 170° e continuare per altri 10 minuti circa.
Si può verificare la cottura ultimata infilando al centro uno stecchino. 
Se esce asciutto è cotta.
Una volta pronto il dolce, lasciarlo raffreddare, spolverare
sulla sua superficie un po’di zucchero a velo,
è buono anche sgocciolato di cioccolato fondente
se non piace lo zucchero a velo.
Non resta che invitare un amico e preparare un ottimo tea for two!

mercoledì 20 febbraio 2013

Cioccolatini tipo Baci, e baci veri, ricette.


BACI
Ingredienti (per circa 15 cioccolatini):

50 gr cioccolato al latte
100 gr cioccolato fondente
50 gr nocciole tostate
10 gr burro
40 gr nutella

A bagnomaria facciamo sciogliere il cioccolato al latte insieme al burro.
Una volta fusi, togliamoli dal fuoco e aggiungiamovi le nocciole spellate e tostate, tritate e la nutella. Disponiamo dei mucchietti di impasto su un foglio di carta da forno (o in dei pirottini piccoli) e poniamo al centro una nocciola intera. Mentre li facciamo raffreddare in frigo, facciamo sciogliere in un pentolino a bagnomaria il cioccolato fondente che andremo poi a versare sui nostri mucchietti di nocciole tanto da ricoprirli.Una volta che il cioccolato si è solidificato  possiamo trasferirli  in frigo lasciandoli solidificare ben bene qualche ora coperti. Certo non saranno bellissimi e perfettissimi, anzi...un po' bruttini, ma sono buonissimi anche se non identici all'originale. Se proprio vi vengono una schifezza rimpiazzateli con quelli veri.

Baci veri:
Ingredienti:
2 persone che si attraggono, secondo le preferenze.
Labbra fresche, possibilmente pulite o al gusto preferito ( caffè, vino, menta, ecc...)
Un pizzico di malizia

Preparazione:
Mettete in un angolino appartato foderato di immaginazione un partner. Cuocete a fuoco lento per 5 minuti con paroline e carezze, allungate le labbra e sostate altri due minuti in prossimità delle sue.
Chiudete gli occhi e olè:
O scappa o  è cotto. Proseguite pure fino a esaurimento dei minuti concessi alla pausa caffè  sul luogo di lavoro.